Road to Matera 2019

di Luca Zaramella

Spinto dalla curiosità per la città che è stata riconosciuta con la nomina a Capitale Europea della Cultura per il 2019, una recente visita a Matera era proprio doverosa. “Matera è comunque un museo a cielo aperto” e attualmente è in atto un percorso di avvicinamento e di preparazione con un programma che si sviluppa su 48 settimane a partire dalla cerimonia inaugurale del 19 gennaio, nella quale 54 bande, provenienti dalle Capitali Europee della Cultura e dai Comuni della Basilicata, faranno il loro ingresso a Matera suonando i loro strumenti. Da quel momento ci saranno iniziative ogni giorno, molte delle quali in contemporanea, distribuite in diversi luoghi della città di Matera e della regione, che avranno l’ambizione di contribuire a prefigurare il futuro cercando di dare risposte alle domande poste dai 5 temi del dossier di candidatura: Radici e Percorsi, Continuità e Rotture, Futuro Remoto, Utopie e Distopie, Riflessioni e Connessioni.

 

 

L’attenzione mediatica derivata da quest’ultimo riconoscimento ha avuto grandi ripercussioni su un pubblico attento, interessato a scoprire i luoghi nascosti dell’Italia e, quindi, disposto a conoscere aspetti artistici e contesti culturali differenti da quelli maggiormente noti del bel paese. Tanto più che per il 2019 si prevede un flusso annuale di 700 mila presenze distribuite su 12 mesi. Nasce così la proposta di Matera Collection (www.materacollection.com ), soft brand alberghiero che unisce 7 hotel con caratteristiche uniche e particolari e una DMC locale in grado di fornire una valida alternativa sia a quanti hanno bisogno di organizzare un matrimonio, un meeting aziendale, un convegno o un incontro professionale in un luogo dal fascino unico e discreto sia a coloro che vogliono trascorrere una piacevole vacanza nella città lucana e non perdersi nessun evento del programma di Matera Capitale Europea della Cultura (www.matera-basilicata2019.it)

 

 

Ecco i 5 appuntamenti davvero da non perdere:

1) 19 gennaio CERIMONIA DI APERTURA – OPEN THE FUTURE a cura di Fondazione Matera Basilicata 2019 – MATERA

2) 7-8 febbraio – 20 dicembre OPEN DESIGN SCHOOL: workshop, laboratori, incontri con cadenza bisettimanale a cura di Fondazione Matera Basilicata 2019

3) 19 aprile – 29 settembre RINASCIMENTO VISTO DA SUD. MATERA E L’ITALIA MERIDIONALE NEL MEDITERRANEO TRA ‘400 e ‘500 a cura di Fondazione Matera Basilicata 2019 e Polo Museale della Basilicata

4) 27 aprile – 5 maggio VOICES OF THE SPIRIT – suoni dai mondi paralleli alle caverne a cura di Lams

5) 20 dicembre CERIMONIA DI CHIUSURA

Detto questo è comunque doveroso sottolineare alcuni aspetti sulla bellezza e l’unicità di questo luogo. Infatti potrete guardare centinaia di foto e leggere decine di guide, ma non ci sarà nessuna immagine e nessuna descrizione così realistica da evitarvi di spalancare la bocca quando i famosi Sassi appariranno davanti a voi e sempre davanti a voi sarà possibile ammirare autentiche scene di vita vissuta da persone vere che nonostante si trovino in un posto unico al mondo , non rinunciano alla quotidianità compiendo quei gesti e quelle azioni che ti fanno ricordare ed apprezzare l’autenticità di un esistenza normale come infatti si potrebbe rinunciare a far seccare al sole il temutissimo peperoncino?

 

 

Matera comunque è uno spettacolo unico, qui c’è la storia del Mondo. Non a caso Mel Gibson che non è esattamente l’ultimo arrivato, nel 2004 qui ci ambientò il suo film “La passione di Cristo. I sassi di Matera poi sono stati il primo sito iscritto dall’Unesco dell’Italia meridionale. L’iscrizione è stata motivata dal fatto che essi rappresentano un ecosistema urbano straordinario, capace di perpetuare dal più lontano passato preistorico i modi di abitare delle caverne fino alla modernità. I sassi costituiscono un esempio eccezionale di accurata utilizzazione nel tempo delle risorse della natura: acqua, suolo, energia. La città della pietra ovvero il centro storico di Matera, scavato a ridosso di un burrone, è stata abitata fin dal Paleolitico. Molte delle case che scendono in profondità nel calcare sono state vissute senza interruzione dall’età del bronzo, a parte lo sfollamento forzato negli Anni ’50 per motivi di igiene e di sicurezza. Pensate che la prima definizione di sasso come rione pietroso abitato risale a un documento del 1204! È stato emozionante visitare questa città, ogni angolo ti riporta alla storia degli abitanti e alla loro difficile vita. Tutto sommato è però davvero difficile descrivere un posto come questo. Un’altra dimensione, un altro mondo, un’altra epoca. Un tesoro da conservare e valorizzare. Poi al tramonto è uno spettacolo da non perdere e i sassi assumono un colore fantastico.