Giudizio Universale: Marco Balich rilegge Michelangelo

di Marta Perego

Prendiamo un uomo del ‘500. Mettiamogli un cappellino, le calosce e quei camicioni che sono diventati un must-have della prossima primavera estate.

Facciamolo entrare nella Cappella Sistina, appena conclusa da Michelangelo. Siamo nel 1560, circa.

Vediamo quest’uomo rinascimentale travolto dagli affreschi sui lati, sulla volta, e di fronte il Giudizio Universale. Che non è un racconto biblico, ma un racconto umano. Il racconto di uomini che con tutto il loro bagaglio di errori, rimpianti, peccati, si sottomettono al volere di Dio. Perché nel ‘500 si ragionava così, oggi potremmo dire davanti alla nostra coscienza o alla nostra analista.

Bene pensiamo a quest’uomo rinascimentale. Pensiamo anche che il cinema non c’era, non c’erano le tecnologie VR. Che sensazioni avrà avuto? Che cosa avrà provato? Come si sarà sentito nel vedere le figure di Michelangelo che gli cadono addosso?

Si sarà sentito travolto e immerso.

Ecco qualcosa di non molto lontano rispetto a quello che succede nello “show” di Marco Balich, in scena all’ Auditorium della Conciliazione di Roma.

Non è un film, non è un musical, non è uno spettacolo teatrale. È un insieme di cose che immergono lo spettatore nella storia, nella Roma del ‘500, nella testa di Michelangelo.

Lo so, voi raffinati intellettuali, puristi della storia dell’arte, storcerete il naso. Penserete a Dan Brown e a Riccardo Cocciante.

Bè. Non è così. Quella di Marco Balich (che ricordiamo è l’uomo delle cerimonie olimpiche, Torino 2006, Rio 2016 e dell’Albero della Vita di Expo 2015) è un’operazione riuscita proprio perché non strettamente didattica né accademica.

È un percorso emotivo che, senza commettere errori filologici, butta qualsiasi spettatore (bambini, turisti, intellettuali) nel cuore del Giudizio Universale.

Che è già contemporaneo di per sé, ma se raccontato usando gli strumenti e le possibilità che offre la tecnologia, il messaggio arriva prima.

Nello show c’è tutto. La performance teatrale, la voce di Favino, la musica di Sting. Costumi pazzeschi, luci pazzesche, proiezioni a 270°.

Io ci ho visto Bob Wilson, Alberto Angela e i videogiochi immersivi.

È un’operazione interessante, nuova e forse necessaria.

E soprattutto ti fa venire molta voglia di vedere la Cappella Sistina vera e di riscoprire Michelangelo.

E in questi tempi bui non fa di certo male.

 

Giudizio Universale, Michelangelo and the secrets of the sistine chapel

È uno show di Marco Balich prodotto da Artainment Worldwide Shows con la consulenza scientifica dei Musei Vaticani, che sarà in scena dal 15 marzo all’Auditorium della Conciliazione di Roma.