PATAGONIA: Scappo dalla città, la vita, l'amore, le estancias

di Luca Zaramella

Sì, esatto. Sono, anzi siamo scappati dalla città alla ricerca di un’altra vita. Siamo perché questa volta non viaggiavo da solo ma ero in compagnia di mia moglie ed ecco spiegato l’amore. Infatti abbiamo scelto la Patagonia come nostra “luna di miele” a contatto con la natura, con gli animali e con il vero spirito argentino (e anche un po’ cileno), preferendo le fattorie/aziende agricole agli albergoni di lusso. Ecco spiegate “le estancias” che sorgono in mezzo alla sterminata campagna. Non sono altro che grandi case padronali con chilometri di terra intorno. Qui oggi i gauchos mostrano la loro destrezza nei lavori come domare gli animali, tosare le pecore e anche il rodeo. In alcune di queste estancias é possibile alloggiare, andare a cavallo, seguire il lavoro dei gauchos, vivere la vita “del campo”, per uno o più giorni, ed anche per settimane intere in qualsiasi periodo dell’anno. Inutile che non potevamo sottrarci all’irrefrenabile richiamo e desiderio del contatto con l’animale e con il suo odore, girando tutto il giorno con vestiti sporchi di fango e consumando cibi grassi e molto unti come l’asado e le empanadas.

Non proprio il classico viaggio di nozze, però de gustibus non disputandum est!

Comunque fatta questa breve premessa su quello che è stato “il nostro mood” torno a dire che, non so per voi, ma per me la Patagonia non è un luogo, non è un viaggio, è proprio un mito. È il sogno che immagini quando sei stanco, è quel dito sul mappamondo che non smetti di puntare. E il motivo per cui amo e ho amato questa terra che mi ha condotto a Ushuaia, addirittura fine del mondo. Senza contare che la Patagonia sta alla letteratura di viaggio, come Maradona sta al giuoco del calcio!

La Patagonia comunemente si differenzia in Argentina e Cilena, ma ovviamente è solo una divisione politica la terra e una sola, la natura è simile, gli animali sono simili, il cibo è simile ma le persone sono diverse. Più aperto, stiloso, presente l’argentino, più silenzioso, discreto, quasi timido il cileno.

Se volete fare come noi, un po’ “fai da te”, noleggiatevi una bella Volkswagen Gol, mi raccomando non golf ma Gol… e si perché qui i nomi sono diversi e guidate sulla Ruta 40 in direzione sud.

Mi raccomando è una delle strade più dissestate al mondo, quindi andate pianino e fate benzina ad ogni (in realtà molto pochi) distributore che incontrate anche se siete a metà serbatoio. E a questo punto ci chiederete perché l’abbiamo fatto e la risposta è semplice: perché ne vale la pena. Per esempio solo per vedere, nella zona di El Calfate, il ghiacciaio Perito Moreno, uno dei giorni più belli della mia vita , qui infatti ognuno di noi può stabilire il proprio legame speciale con le Ande. Inutile dire che stare lì davanti in silenzio ascoltando i pezzi di ghiaccio che si rompono e crollano è un’emozione indescrivibile.

E poi ci sono località che al solo nominarle evocano un’idea di lontananza, luoghi remoti posti letteralmente alla fine del mondo, tra questi c’è sicuramente Punta Arenas, una delle città più meridionale dell’intero pianeta nonché del Cile! Punta Arenas è la capitale dell’Antartide Cilena e offre particolari spunti, tra i quali anche quello di affacciarsi sullo stretto di Magellano. Da qui poi è anche possibile ripartire dopo poche e raggiungere Puerto Natales. La destinazione è un paesino molto piccolo ma particolarmente frequentato, soprattutto da appassionati delle vette altissime, perché luogo di partenza delle escursioni verso le più imponenti montagne della Patagonia cilena, all’interno del Parque Nacional Torres del Paine.

Non vorrei dimenticare anche di descrivervi la nostra emozione nel vedere, durante tutto il nostro tragitto balene, delfini,foche , leoni marini e pinguini, tantissimi pinguini! Nella zona di Ushuaia è infatti immancabile la vista alla Estancia Halberton, la più antica della Terra del Fuoco, proprio per vedere i pinguini! È un momento in cui tutti ritornano bambini, camminare in una spiaggia con più di 10.000 pinguini, pieno di tane dove i pinguini si alternano nella cova delle uova.

Finalmente arrivati a Ushuaia mangiamo una cosa davvero speciale, la centolla, una granseola enorme che può essere cucinata in innumerevoli modi. Io vi consiglio anche di assaggiare il ceviche, piatto diffusissimo tradizionale di pesce che , a detta loro, qui si mangia “de puta madre”. Potremmo tradurre con “molto bene”, forse.

In fine non si può dire di essere stati in Argentina se non ci si ferma, almeno per qualche giorno, a Buenos Aires, uno di quei luoghi al mondo dove atterri e ti senti a casa, infatti qui la maggior parte della gente ha origine italiana, e il nostro cuore vibra. Ma non solo per il tango. Vibra perché qui ci siamo sentiti veramente a casa grazie a “HomeAway” che opera nel mercato online degli affitti di case vacanza e abbiamo alloggiato in una casa stupenda nel quartiere “Palermo” che è uno dei più esclusivi e frizzanti di Buenos Aires, per intenderci un misto tra Brera e l’east village di new york. Infati Online su HomeAway si trova un’amplia selezione di case vacanze per i viaggiatori di tutto il mondo a fronte di un minor costo rispetto alle sistemazioni più tradizionali come gli hotel www.homeaway.it

Ho finito, comunque ci tengo a dire che io e mia moglie siamo ancora sposati, baci a tutti e andate in Patagonia, ne vale la pena!