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di @Paola Rinaldi

Questa mattina a Milano è stata presentata la stagione d’opera  2017-2018 del Palau de les Arts Reina Sofía, all’interno di una più ampia offerta turistica proposta dalla Comunitat Valenciana.

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Certo, non è che Valencia sia qui dietro l’angolo: però è vero pure che si tratta di spesso una meta turistica anche in periodi dell’anno diversi da agosto (mese della morte culturale, diciamo), dato il clima mite, e allora perché, oltre a percorrere le varie strade (della seta, delle varie gastronomie o dei Borgia), non godersi anche dell’ottima musica, che si tratti di opera o di concerti sinfonici o di musica da camera o del ciclo wagneriano (sì lo so, quello  è per pochi, tipo me…) o di balletti (c’è Carmen con la compagnia di Antonio Gades, per dire)?
Il catalogo è questo, verrebbe da dire… insomma, ecco il programma corredato dalle splendide immagini di Francesco Calcanini:

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Per poter consultare nel dettaglio e prenotare i biglietti, invece, meglio visitare con calma il sito del Palau de les Arts.

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Insieme al racconto delle bellezze della regione che ha narrato con calore ed entusiasmo Francesc Colomer, Presidente dell’Agència Valenciana del Turisme, il nostro Davide Livermore (se non avete visto la sua versione di Tamerlano alla Scala qualche mese fa, vi siete persi una gran cosa), che è Sovrintendente e Direttore Artistico del Palau, ha illustrato la stagione del del Palau de les Arts Reina Sofía, sottolineando la profonda ricerca filologica che ne è alla base.

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Le danze, anzi le opere, si aprono con Don Carlo di Giuseppe Verdi, una produzione dell’Opera di Berlino che vanta, nel ruolo dell’ambiguo  Marchese di Posa, nientepopodimeno che  Plácido Domingo, presenza costante del Palau de les Arts perché lì ha sede anche il Centro di Perfezionamento fondato dallo stesso Domingo, appunto, che ogni anno seleziona giovani talenti che ricevono una borsa di studio e divengono parte attiva del Teatro, poiché questo mestiere è innanzitutto un lavoro di trasmissione orale, che spesso si svolge intorno a un pianoforte . Giustamente sottolinea Livermore come sia fondamentale non dimenticare che anche l’opera è teatro, cosa di cui è convinto l’intero gruppo artistico a Valencia.

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Se l’apertura è affiatata d un classico della lirica, la stagione contiene pure opere che è molto meno facile ascoltare e vedere:  Peter Grimes di Britten, Il mondo della luna di Haydn, o Il corsaro di Verdi, che vede la direzione affidata a Fabio Biondi (che passerà da Milano a fine gennaio con lo stesso programma di musica da camera, attenzione!!!), nel suo debutto dal leggio del primo violino come si faceva ai tempi di Verdi. Saranno lo stesso Biondi a chiudere la stagione con La clemenza di Tito di Mozart in forma concertata e Roberto Abbado, protagonista anche della stagione sinfonica, con La Damnation de Faust di Berlioz.

Nell’attesa dell’apertura della nuova stagione a dicembre a Valencia, oggi il Palau de les Arts Reina Sofía e l’Agència Valenciana del Turisme ci hanno  offerto un assaggio con il bel recital di Elisa Barbero e Alejandro López, accompagnati al pianoforte da Aida Bousselma, di brani di Manuel de Falla e Jacques Ibert.

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Non solo: dopo un video che ci ha fatto venir voglia di trasferirci tutti a Valencia e dintorni (fate conto che ci sono ben otto siti riconosciuti come patrimonio dell’umanità da parte dell’UNESCO), l’assaggio non è più stato solo in senso lato… “Bebamos alegremente de este vaso!, come direbbe Alfredo in terra iberica!
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e i Borgia?!