#SundayBooks Letture d'autunno elettrizzanti (tra paradisi per niente minori e storie di confine)

listva_kniga_yaponskiy_makro_osen_list_miks_1920x1400avatarsbertagnadi @Sabine Bertagna

Siamo le nostre solitudini, nel bene e nel male. Leggere ci aiuta ad accorciare le distanze con il mondo, con le storie così lontane dal nostro quotidiano e con quelle nelle quali ci risulta più facile scivolare. Questi tre libri hanno tutto per tenervi incollati alle loro pagine. Il sapore di cose già sentite, ma mai comprese fino in fondo emerge deciso in “Come siamo diventati nordcoreani”. E’ una fotografia ancor più crudele perché così tremendamente reale. In “Paradisi minori” si viene risucchiati dalla prima frase del primo racconto (NN editore non ne sbaglia uno!). E poi “Ragazze elettriche” per un ribaltamento dell’ordine globale e le solite domande sull’equilibrio tra donne e uomini (senza risposta?). Buone letture d’autunno!

krys_def1. Krys Lee, Come siamo diventati nordcoreani, Codice edizioni, traduzione di Stefania De Franco, Flavio Iannelli e Daria Restanti

Talvolta possiamo solo immaginare i riflessi delle storie terribili provenienti da quei paesi dei quali sentiamo parlare insistentemente nei telegiornali. Li immaginiamo lontanissimi da noi, facciamo fatica a identificarci in quelle pallide esistenze. Krys Lee conosce molto bene le vicende delle quali così superbamente scrive (il padre è nordcoreano). La sua memoria è una pena detentiva, ricordare è doloroso e allora scriverne -forse- genera sollievo. Il romanzo è ambientato lì, in quella linea di confine tra Cina e Nord Corea dove la gente spera di trovare un po’ di speranza. Scappare da quel paese folle, dal Caro Leader, dimenticare una vita costruita sulla finzione. Le storie che troviamo in questo libro si ritagliano un posto importante  nel nostro cuore e lo fanno con una naturalezza disperata. La scrittura lucida di Krys è una musica triste e perfetta, che racconta ciò che è anche difficile solo immaginare.

22. Megan Mayhew Bergman, Paradisi minori, NN editore, traduzione di Gioia Guerzoni

Trappole di dolore. Sono questi i contorni di alcuni dei racconti della Bergman, che evocano scritture simili – così chirurgiche- eppure così diverse. Qui è la natura a prendersi la scena principale, con gli animali domestici o selvaggi spettatori e attori principali nelle storie di solitudine che troviamo in questo prezioso libro. Come la casalinga del primo racconto, che con il figlio intraprende un viaggio lunghissimo per andare a trovare il pappagallo che era stato della madre (e che ora è stato adottato). Quel pappagallo che lei tanto odiava diventa l’unico modo per tenere il contatto con la madre morta. Per rispolverarne il ricordo, per pulirlo dalle incomprensioni. “Mi piace tessere le mie lodi perché non lo fa nessuno”, dice la protagonista del racconto. La perfezione della madre le sembra un concetto superato, eppure anche lei – a suo modo – combatte per una perfezione quotidiana. E la ricerca di un po’ d’amore finisce per sottendere tutte le storie di questo libro.

3

3. Naomi Alderman, Ragazze elettriche, Nottetempo, traduzione di Silvia Bre

Avete per le mani un romanzo visionario e più che mai attuale, se pensiamo alle riflessioni sul genere femminile. La Alderman si immagina un mondo nel quale si è instaurato un nuovo ordine globale e nel quale le donne hanno preso piano piano potere. Sono loro ad “usare” violenza sugli uomini (con uno strano potere capace di emanare radiazioni elettriche) e a portarli in un regime di quasi schiavitù. Un romanzo forte, che solleva domande legittime e che concede risposte scomode. Assolutamente da leggere se vi è piaciuto “Il racconto dell’ancella” di Margaret Atwood!

4