PENSAVO FOSSE FELICITÀ INVECE… ERA UN TROLLEY! MARTA PEREGO – L’INTERVISTA!

mrtatrolley coverpaola-rinaldi2-150x150di @Paola Rinaldi

Ho conosciuto Marta che già era famosa (secondo me famosa lo nacque ma è troppo modesta per ammetterlo): di base, tra i librai era famosa perché quando veniva a chiederti di contribuire con dei consigli di lettura al programma sui libri, effettivamente i libri sapeva cos’erano e li aveva letti pure lei o, se non li aveva letti, era davvero interessata a scoprirne altri (no, guardate, la bio di Marta i la sua carriera non sto a metterla qui nel post: la trovate tra calze, mutande e abiti nel suo trolley personale di cui svela gli stati nel suo novo libro! E comunque la trovate su Facebook e Twitter e Istagram e c’è pure su Wikipedia, ma più che leggere di quello che già ha fatto, divertitevi a seguirla in quello che farà!). E ancora più in generale, Marta credo sia conosciuta per il suo entusiasmo e perché crede in quello che fa e le piace (quello che fa e crederci). Quando poi mi propose di contribuire ai SundayBooks di CHOOZEit  nell’ormai lontano 2013, ci siamo conosciute meglio, voglio credere con arricchimento  umano e professionale reciproco. E con ciò chiudiamo la parentesi agiografica!

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Ora, tutti ma proprio tutti stanno parlando del nuovo libro di Marta (fatevi un giro sulla pagina dedicata), La felicità è a portata di trolley: Ogni giorno è un (altro) viaggio, pubblicato proprio in questi giorni da De Agostini. Non è che noi di CHOOZEit potevamo lasciare che Marta ci venisse rubata così sotto il naso: MARTA è NOSTRA!!! (poi noi siamo generosi e quindi siamo solo contenti se tutti la vogliono, sia chiaro!). E Marta ha subito sentito il richiamo del sangue: ci siamo sentite (ridendo molto di questa cosa quasi autoreferenziale che ci diverte un sacco) e abbiamo trovato domande e risposte che ci piacciono. Sono quelle che trovate qui sotto, appunto. Poi però c’è stato anche un momento serio, di quelli in cui ci si guarda negli occhi (e occhiali), perché Marta, in una magnifica inversione di ruoli, mi ha chiesto: “ma tu Paola, del mio libro, cosa ne pensi?” con un tono e una schiettezza che mi ha fatto sicurezza (non essendo io esattamente la influencer più determinante in ambito di mercato editoriale). E dire che la mia risposta può benissimo stare qui, come intro alla nostra chiacchierata: Penso che il libro di Marta sia come Marta: onesto e frutto di impegno e rigore e dunque anche divertente e intelligente. La nostra Perego si è documentata, ha cercato una scrittura ordinata in modo che il libro, oltre ad intrattenere, possa essere davvero un aiuto. Ha detto molto di sé senza essere sdolcinata e non ha assunto le pose della scrittrice d’avanguardia perché noi milanesi (anche quelli d’adozione) abbiamo imparato che l’ironia salva la vita e apprezzo molto la sua scelta della forma letteraria del memoir self-help ( della serie aiutati che Dio t’aiuta insomma, visto che dai suoi ricordi, dalle sue esperienze e dagli incontri, Marta trae la forza delle regole per riordinare valigia e animo) ed è stata brava a trovare la misura, quando avrebbe potuto debordare e allargarti come Jabba the Hut. Poi guardate, io quando faccio la valigia seguo la lista che ha mio marito nel suo cassetto dai tempi credo del campeggio in oratorio e controllo davvero solo di avere passaporto, carta di credito e cellulare… cosa vi devo dire: a 50 anni sono ancora una dilettante!!! Per cui: brava Marta, ti e ci fai onore!

E dunque… L’INTERVISTA!!!WhatsApp Image 2017-06-05 at 13.02.26

dì la verità: lo hai fatto solo per la gioia di essere tu, quella intervistata; tu, la diva; tu, la SCRITTRICE!!!!

La prima domanda che mi viene in mente è: sei sempre esposta, davanti ad una telecamera, sempre ‘pubblica’. Da dove arriva la necessità di scrivere anche del tuo privato, di quello che non fai vedere quando registri una tua trasmissione o posti una tua foto sui social? Egocentrismo o ricerca di redenzione? O sete di vendetta? o desiderio di eternità e aura dell’oblio?

MARTA: Ahahaha, mi hai fatta molto ridere. Questo libro è nato da due esigenze. Da una parte, la volontà di stare un po’ seduta davanti ad un computer e mettere in fila i pezzi, senza necessariamente schizzare come un birillo con un microfono in mano, dall’altra il desiderio di condividere con i lettori (e soprattutto le lettrici) quello che ho imparato facendo le valigie. Io odiavo fare le valigie, vivevo ogni impacchettamento come una tragedia, aprivo il trolley e dicevo: oddio come farò anche questa volta!!! Sono dieci anni (li compio quest’anno) che faccio questo mestiere, dieci anni di continue valgiie. Ad un certo punto dovevo per forza cambiare approccio altrimenti sarei impazzita… quando l’ho trovato ho deciso di raccontarlo.WhatsApp Image 2017-06-05 at 13.01.55

Spiegaci un po’ la struttura del tuo libro: fino alla divisione in capitoli ci arrivo anch’io, poi però mi pare ci sia una divisione di sostanza, che si ripete ordinatamente di sezione in sezione, scandita da oggetti ed etichette e soprattutto ci sono delle ‘derive’ che mi piacciono molto, quando cambi carattere grafico – che diventa più leggero e quasi corsivo – e mi sembra che tu voglia suggerire che a volte nei viaggi oltre alle valigie ci sono le persone, a cui appartengono le valigie…

MARTA: Esatto Paola. Questo libro è molto particolare. Non è un manuale, non è un libro di auto fiction, non è un saggio di cinema, non è una lezione di sopravvivenza, non è una raccolta di interviste. E’ forse tutte queste cose insieme. La cosa che mi affascinava era immaginare il lettore che apriva le pagine e rimaneva un po’ spaesato. Come nei viaggi quando capitano gli imprevisti. Quando ti succede qualcosa di imprevisto che fai? Procedi seguendo l’istinto, magari trovi qualcosa di bellissimo oppure qualcosa che ti spaventa, ti mette in discussione e alla prova.
Questo libro è uno scrigno con tante cose dentro, ognuno può trovare la sua. Il mio consiglio è leggerlo dall’inizio alla fine perché quello che spiego  è un metodo per superare la paura di impacchettare, che è un sinonimo della paura di infilarci dentro una misura definita. E quindi paura di definirci, raccontarci e capirci.
Ti ho confusa abbastanza?marta a pois

Certo e ti assolviamo!
Quale linea guida ha condotto il tuo discernimento circa le esemplificazioni fattuali e concrete dei tuoi stati d’animo? Ovvero come hai scelto gli aneddoti che intervallano i tuoi ricordi (e anche come hai scelto i tuoi ricordi… grande nonna Bruna!)?

MARTA: Li ho scelti sulla base di connessioni mentali. Ho pensato a tutte le volte che ho sbagliato a fare una valigia, alle attese ai check in, alle figure orrende fatte in compagnia di colleghi quando all’aeroporto di Heathrow aprono il tuo bagaglio a mano e saltano fuori le mutande…
Ogni capitolo è un pezzo di percorso (prima della valigia, l’impacchettamento, il viaggio, il ritorno). Ad ogni tappa ho cercato di dare un senso al ruolo del trolley come compagno di viaggio. O compagna di viaggio, perché il trolley è certamente femmina.
Mia nonna invece è stata il motivo per cui ho scritto questo libro. Quando approcciavo le mie valigie confuse pensavo a mia nonna e al suo rigore. Mia nonna è una donna straordinaria. Una donna che quando è rimasta vedova a 56 anni non si è risposata o abbattuta, ma ha deciso di viaggiare. Faceva almeno due o tre viaggi l’anno. Una vera e propria globe-trotter, sempre con la piega in ordine e il rossetto abbinato allo smalto delle unghie. Una diva insomma… che non rinuncia all’eleganza nemmeno nel deserto. E’ forte determinata, schietta e a volte anche fastidiosa. Nel libro l’ho paragonata alla Contessa di Grantham.. una delle sue massime (che mi ha impartito a 13 anni) è: l’amore passa ma i soldi rimangono.

Nonna saggia e spiritosa! Una grande davvero, la nipote ha preso da lei…

Lo scrivi tu stessa: volevi diventare giornalista di libri. Ed è effettivamente così che ti ho conosciuta (sorvoliamo su quanti anni sono passati…), ma nel tuo libro citi molti più film (e anche professionalmente hai preso soprattutto quella direzione). Anche se la tua esperienza di Israele è di fatto un inno alla letteratura o alla lettura o alla scrittura che diventa letteratura e quindi ottima lettura. Cosa ti dà un film? Cosa ti lascia un libro? Cosa prendi tu da tutti e due?

MARTA: Io leggo da quando sono piccolissima grazie a mia madre e al suo amore per le storie. I libri li “capisco” di più, li amo, amo il potere immaginativo che danno. Quella cosa per cui quando leggi un libro che ti piace vivi un po’ la vita dei personaggi che ci stanno dentro.
Il cinema è un’altra cosa, altrettanto bella e affascinante (mi diverto eh ad andare ai festival e sui red carpet!). Però ecco. Ci sono più libri che mi hanno cambiato la vita rispetto ai film

Senza raccontare troppo del libro e tuttavia dimostrare che l’ho letto tutto, è vero però che alla fine sei tu stessa a trovare nel racconto la modalità che più ti appartiene e infatti hai scritto un libro e non hai girato un film. Proprio perché hai letto tanto e ti sei occupata di libri (ogni tanto ancora lo fai a dire il vero), non ti spaventa scrivere? (e mi raccomando non mi deludere pure tu: scrivi ma non smettere di leggere!)WhatsApp Image 2017-06-05 at 13.01.11

MARTA: Ahahah non credo.. quello che ho scritto è l’unica cosa che credo di essere veramente capace di fare. Raccontare delle cose che capitano me mescolandole a libri, film e suggestioni. Come diceva Camilla Cederna, bisogna fare i conti con il “non avere fantasia”. Io so raccontare quello che vedo. I romanzi continuerò a leggerli con passione come continuerò a vedere film!

Marta, cara, tre libri, come quando tutto ebbe inizio, ce li vuoi consigliare da ficcare nel nostro trolley dell’estate?

MARTA: Consiglio tre libri che ho inserito nel mio libro e che in un modo e nell’altro parlano di viaggio e di come il viaggio ti aiuta a crescere (con la valigia giusto mi raccomando!)

- PAURA DI VOLARE DI ERICA JONG: che su un volo ha capito che la sua vita di moglie perfetta americana le andava tanto stretta

- SETTE ANNI DI FELICITA’ DI ETGAR KERET: che tra un viaggio e l’altro ha scritto una meravigliosa lettera d’amore al figlio ricca di humor e ironia yiddish

- GUIDA PER SALVARSI LA VITA VIAGGIANDO: 500 consigli per “curarsi” prendendo l’aereo giusto

Grazie Marta e bravissima! Ora siamo tutti un po’ più pronti ad imbracarci nel nostro prossimo viaggio.

E il 6 giugno, tutti al Fresco in via Savona per la presentazione LIVE!!!18839315_10155399306633588_8656620895241834822_n