APPUNTI DI UN TRIONFO DAL SALONE DEL LIBRO (TRA SOCIAL E TOP PLAYER) #SUNDAYBOOKS

 

avatarsbertagnadi Sabine Bertagna

 L’edizione del Salone del Libro di Torino di quest’anno è stata un successone. Sulla spinta dell’acceso dibattito fra Milano e la città piemontese (che ha un po’ trasceso il tema culturale finendo per diventare un battibecco sull’accesa concorrenza) al Lingotto è andato in scena uno straordinario passaggio di scrittori e scrittrici che nel calcio verrebbero tranquillamente definiti top player. Lunghissime code per incontrarli, lettori a caccia delle ultimissime novità, stand tirati a lucido per l’occasione. In tutto ciò, prendere appunti (anche per chi come me non era riuscita ad esserci fisicamente) rappresentava un obbligo. Anche solo seguendo i social si veniva trascinati in un’atmosfera frizzante tipica dei posti in cui sta succedendo qualcosa di veramente importante. Twitter ha fatto sentire me e chi non è riuscito ad andare a Torino partecipi di (quasi) tutto. E allora sbirciando da lontano alle novità più interessanti da mettere in borsa (e presto anche in valigia) abbiamo scoperto tre libri straordinari. Un romanzo da un sapore che fino a ieri nessuno aveva raccontato così bene, un grande ritorno e uno specchio crudele nel quale ritrovare la nostra anima adolescente…

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Laia Jufresi, UMAMI, SUR, Traduzione di Giulia Zavagna

Che sapore ha la perdita di una persona cara? Come chiami quella sensazione di amara sconfitta che ti attanaglia il cuore e che abbozza crudeli ricami con la tua tristezza? Laia Jufresa trova un nuovo linguaggio per descrivere questo sentimento, si affida a nuove parole (“umami” è proprio una di queste) per fissare nel nostro cuore i destini di uomini, donne e bambini le cui esistenze si dipanano in una Città del Messico stancamente estiva. Luz, una bambina che sapeva nuotare, è affogata. Sono tante le domande (e le esistenze) che si intrecciano alle parole. E poi ci sono le case chiamate come i sapori (dolce, amaro, acido, salato e appunto ‘umami’), e gli uomini persi. le donne che lottano e le bambine che assecondano desideri strampalati. Un popolo di “sradicati” in cerca di una salvezza che si aggrappa disperatamente alle domande di questo incantevole romanzo. Un romanzo pieno di tessere, che ti ammalia con la leggerezza tipica di chi sa narrare senza nessuna fatica.Una fantastica scoperta.

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Zadie Smith, Swing Time, Mondadori, traduzione di Silvia Pareschi

A 23 anni Zadie Smith scriveva il suo capolavoro, Denti bianchi. Un viaggio nella Londra multietnica, una fotografia degli scontri culturali che con gli anni avremmo imparato a sentire sempre più nostri. Identità, integrazione, religione: in quel romanzo straordinario c’era racchiuso il mondo intero. In Swing time, Zadie torna a raccontare la storia di una grande amicizia, complessa come l’universo che la circonda. Un romanzo sul talento, sull’adolescenza, sulle incomprensioni sociali che bruciano come ferite. Bentornata, Zadie.

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Annie Ernaux, MEMORIE DI RAGAZZA. L’Orma editore, traduzione di Lorenzo Flabbi

Annie Ernaux si è rivelata la star indiscussa del Salone del Libro a Torino. I lettori l’hanno attesa, dispiegati in code lunghissime e composte. L’hanno ascoltata. L’hanno sfiorata mentre si concedeva alle richieste di una foto o di un autografo da conservare religiosamente. Annie è una narratrice sorprendente. Parla di una quotidianità che non è mai solo la sua, ma quella di un ‘noi’ più universale. Della sua adolescenza, dalla quale ha cercato di fuggire (nei ricordi e come scrittrice) parla come di un ‘buco inqualificabile’. E le sue parole, a volte così spietate, giocano con le corde della nostra tenerezza: “Ho voluto dimenticarla anch’io, quella ragazza. Dimenticarla davvero, ossia non avere più voglia di scrivere di lei. Non pensare più di dover scrivere di lei, del suo desiderio, della sua follia, della sua idiozia e del suo orgoglio, della sua fame e del suo sangue prosciugato. Non ci sono mai riuscita.” Non identificarsi in tutto questo è impossibile. Vorremmo quasi abbracciarla, Annie. L’Annie di quell’estate così complicata. L’estate di tutte noi, adolescenti ancora in cerca di perdono.

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