È LA STAMPA, BELLEZZA – INTERVISTA A CHIARA CODELUPPI PER #SUNDAYBOOKS

ufficio_stampa_avatarsbertagnadi @Sabine Bertagna

Come funziona l’ufficio stampa di una casa editrice? Come è cambiato il lavoro di un ufficio stampa negli ultimi anni? I social aiutano a promuovere i libri? Lo abbiamo chiesto a Chiara Codeluppi, che fa questo lavoro da anni e che lo ha fatto in case editrici molto diverse fra loro.

 

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Ora Chiara è l’uffico stampa di NN, un editore che si sta distinguendo per la cura nelle proposte di nuove voci della letteratura. Libri dei quali si parla molto, libri dei quali si parla in continuazione sui social. A giudicare da tutto questo l’ufficio stampa è un lavoro che ricopre ancora un’importanza fondamentale…Da quanti anni lavori negli uffici stampa e in quali case editrici hai lavorato?

Ho iniziato nell’ufficio stampa Baldini & Castoldi nel 2006. Poi dopo una parentesi in Bompiani, esperienza breve ma davvero istruttiva, nel 2010 sono arrivata in Feltrinelli. L’anno scorso ho pensato che fosse giunto il momento di cambiare ancora, volevo riprendermi il mio tempo; la verità è che ho un debole per le case editrici, e per i loro progetti. 

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Come è cambiato il ruolo dell’ufficio stampa negli anni e come cambia da casa editrice a casa editrice?

È cambiato e sta cambiando a una velocità impressionante. Quando ho iniziato, la strategia di lancio di un libro prevedeva la stampa e gli eventi, ora invece non si può concepire la promozione di un titolo senza un’integrazione efficace con il marketing e i social media, ma ciascuna di questi parti è insostituibile. Il rischio che si corre è la concentrazione di energie su pochi libri, mentre altri faticano a ottenere visibilità. Cambiare casa editrice è come mettere un vestito nuovo; l’obiettivo è quello di saperlo indossare nel modo giusto.

Che tipo di influenza hanno avuto i social nella promozione dei libri?

Sono una vetrina e una cassa di risonanza dal potenziale non ancora integralmente esplorato. È come fare surf: i social e il web sono onde da cavalcare, non conta solo la strategia o il piano di lavoro, è importante saper cogliere stimoli e suggestioni che vengono dall’attualità, e ascoltare i propri lettori. La comunità facebook di NN, per esempio, è un’autentica ricchezza.

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Ora sei anche l’ufficio stampa di NN, una casa editrice indipendente della quale si parla  moltissimo. Quale è il segreto del suo successo?

La cura. Pochi titoli l’anno, ciascuno speciale, ciascuno da valorizzare.
Benedizione di Kent Haruf, assieme a Sembrava una felicità di Jenny Offill, è stato il primo libro pubblicato dalla casa editrice nel 2015. Oggi, dopo il successo della Trilogia di Holt, Le nostre anime di notte di Haruf è ancora in classifica, dopo 11 settimane. L’obiettivo è confermare la fiducia dei lettori, e in questo 2017 credo che la sfida sia stata ampiamente vinta: i libri di Alessandro Garigliano, Sarah Manguso, Brian Panowich e ora Tom Drury, appena uscito ma già partito benissimo, non tradiscono le aspettative, anzi. Credo che in autunno ci saranno altre belle sorprese.

Tre libri NN che i lettori di Chooze.it devono assolutamente leggere…

Brian Turner, La mia vita è un paese straniero. Il primo libro NN di cui mi sono innamorata, per la compassione, il coraggio e la qualità espressa da questo memoir. Turner verrà al Salone del libro di Torino, e io ne sono davvero contenta.

Sarah Manguso, Il Salto. Un’autrice originale, che non può essere paragonata ad altre. Una sfida per il lettore. Sfidiamolo, dico io. Coi buoni libri.

Tom Drury, La fine dei vandalismi. Qualche sera fa alla libreria Therese di Torino una bambina che era stata seduta tra il pubblico per tutta la durata della presentazione lo ha abbracciato, e lui si è commosso. Un autore da scoprire, partendo da questo romanzo, perché nella sua trilogia c’è il suo sguardo profondamente 

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