Di fiumi, sogni e rimorsi. Carmen Pellegrino al #SundayBooks. L’intervista

martina paganodi @Martina Pagano

La terra è ancora protagonista nell’ultimo romanzo di Carmen Pellegrino, Se mi tornassi questa sera accanto uscito a marzo per Giunti. E come era stato al suo esordio, Cade la terra, è materia viva, ma pericolosa in grado di nutrire e distruggere, che muta soddisfacendo i bisogni di chi in lei ci crede, eppure si sgretola e piega ai piani che sfuggono al controllo, voltando le spalle ai sacrifici di coloro che l’hanno sempre amata.

se mi tornassi
Giosuè Pindari, uomo dell’Appennino, burbero e sognatore, ha in testa il progetto delll’Ignoto Ideale, una città a misura d’uomo che dovrebbe dare forma ai propositi socialisti ai quali aveva dedicato la sua vita prima che, agli inizi degli anni Novanta, il partito venisse investito dagli scandali delle inchieste. Quando la figlia Lulù ha solo sei anni, Giosuè la esorta a stringere un patto in cui si impegna a portare avanti il desiderio del padre: si sarebbe iscritta alla facoltà di Agraria per imparare i segreti della terra da condividere con la gente. Lulù accetta e negli anni rinuncia alla giovinezza, all’amore appena sfiorato, ai lirici greci che l’appassionano, alle bislaccherie con cui è solita scacciare la solitudine per il bene della sua famiglia. Da ragazzina testarda sceglie di assecondare un padre idealista ed esigente e soprattutto una madre, Nora, avara di carezze e vittima di un male senza nome, una nube di malinconia che l’ha avvolta fino a farla smarrire e che non si è mai veramente occupata della figlia, al punto da farla sentire colpevole di essere venuta al mondo. Ma la terra continua a cambiare e Giosuè non ci sta più a fondare il suo Ignoto Ideale su un suolo che ha perso il vigore dell’antichità per lasciare posto alla tecnologia. E Lulù? Lulù che ha resistito, che è rimasta sempre un passo indietro rispetto ai coetanei per vedere la sua famiglia felice. «Torna alla tua vita, per favore» così Giosuè liquida la figlia una volta finita la facoltà di Agraria e pronta a lavorare all’ambizioso progetto di un tempo. Se fino a quel momento gli sforzi di Lulù erano rivolti alla famiglia, ora è tempo di ritrovare se stessa, di cercare un fiume nuovo rispetto a quello dell’infanzia. A Giosuè resta il rimorso per non aver saputo capire e le parole, finalmente tenere e paterne, che affida al fiumeterra alla ricerca della figlia finita chissà dove. Se mi tornassi questa sera accanto, come l’attacco della poesia A mio padre di Alfonso Gatto, è un romanzo magico e rarefatto che parla dei rapporti complicati tra genitori e figli quando il passato e le aspettative degli uni pesano sugli altri, forse per egoismo, forse per troppo amore.
Ringrazio Carmen Pellegrino che ha trovato il tempo di rispondere alle domande nonostante sia alle prese con il tour promozionale del romanzo.

Buona lettura!

carmen

 

Ciao, Carmen, eccoci qui! Dunque…
Giosuè e Nora hanno avuto molte mancanze verso Lulù: lui ha costretto la figlia a credere nei suoi sogni, lei non ha mai saputo dimostrarle amore. Eppure Giosuè le ha trasmesso la forza di non arrendersi, mentre ho avuto l’impressione che Nora, malgrado i limiti, abbia sempre capito la figlia soprattutto quando il padre le impediva di vivere la sua giovinezza, forse perché in lei si rivedeva. Tra genitori e figli credi che il tempo e la maturità avvicinino o certe distacchi non si possano colmare?

Più del resto, credo che a un certo punto i distacchi si rivelino salvifici. Una distanza è indispensabile, anche solo per poter riconsiderare le cose con il beneficio del tempo trascorso, e in quello tempo riscattare l’oltraggio di una processione di anni infelici. È successo anche a me, dopo un lungo silenzio e insormontabile fra me e mio padre.

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Una volta la chiamavano malinconia, oggi tutti conoscono la depressione, un termine che tante volte utilizziamo impropriamente quando, al contrario, sappiamo non trattarsi solo di un momento di infelicità . Nora a un certo punto sembra essersi persa come per un incantesimo. Conosci persone che soffrono di depressione o altre malattie mentali?

Conosco la malattia mentale: persone a me molto vicine sono precipitate in una notte senza più poterne uscire. Il punto è che in quella notte spesso finisce anche chi è intorno, a volte senza accorgersene, a volte perché non se ne può fare a meno, come se fosse l’unico modo per continuare a stare accanto a chi è altrove.

cover se mi tornassi

Dopo la Grande Delusione, Giosuè investe tutte le sue energie nell’Ignoto Ideale coinvolgendo anche Lulù. Nei tuoi studi hai mai incrociato progetti simili che, anche solo in minima parte, hanno preso forma?

Nei miei studi sui luoghi abbandonati mi sono imbattuta nelle pietre di una città di fondazione. Si tratta dei resti di Campomaggiore Vecchio, in Basilicata, costruita sul finire del ‘700 dai conti Rendina, che avevano un progetto: abolire la povertà, dando case e terre ai contadini. Questo progetto, a metà tra socialismo utopico e paternalismo, fu realizzato e per quasi un secolo la città dell’utopia visse e prosperò.

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Nel tuo primo romanzo la protagonista ha scelto di restare nonostante la terra sotto di lei si sgretolasse. Lulù dopo tanta tenacia se ne è andata, ma a lungo ha resistito ai cambiamenti, anche quelli che le avrebbero portato gioia, lo stesso richiamo alla terra che ha segnato l’esistenza di Giosué trascinando con sé una già affaticata Nora. Nella vita vince chi non dimentica da dove proviene o chi ha forza di guardare oltre i propri confini?

Ho mente un’immagine: una casa con le mura solide, che però ha una crepa. Lulù guarda con attenzione quella crepa, sa che c’è, la vede allargarsi e a un certo punto decide di percorrerla: va fuori, ma con addosso pietrisco e calcinacci.

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Ho amato l’immagine del fiumeterra: l’acqua che si insinua nella terra, dapprima come una fessura che la taglia appena e via via si fa spazio. Oltre alla terra anche l’acqua ha un significato importante per te?

L’acqua del romanzo, e in genere l’acqua dei fiumi, mi riporta una frase di Leonardo Da Vinci: “L’acqua che tocchi de’ fiumi è l’ultima di quella che andò e la prima di quella che viene. Così il tempo presente”. Sì, l’acqua come la terra ha un significato importante per me, perché tiene insieme il passato e il presente, ed è già promessa di futuro.

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Se mi tornassi questa sera accanto