VIVA LE DONNE SEMPRE!

avatarsbertagnadi @Sabine Bertagna

Non è più il tempo di principesse relegate in un angolo ad aspettare il principe azzurro. Ora più che mai, in quest’era moderna così social e trasandata nei valori, ci mancano i riferimenti femminili. O meglio, i riferimenti sono cambiati e siamo cambiate noi e cambieranno le nostre figlie (intese come generazione). Se una volta le bambine crescevano con il mito delle principesse ora è bello pensare che ambiscano a diventare giovani donne sicure dei propri mezzi e pronte a conquistare il mondo. Seguendo la scia di donne fantastiche e vere (quelle delle Storie della buonanotte per bambine ribelli” per esempio). L’unica cosa che non è (mai) cambiata è che si lotta. In modo diverso, ma si lotta. E le parole di Chimananda Ngozi Adichie arrivano confortanti e agguerrite come poche. Accarezzano i sensi di colpa delle madri, le esortano a insegnare a leggere alle proprie figlie. Perché crescere una bambina femminista? Forse perché al femminismo abbiamo smesso di pensare, quasi fosse un orlo troppo barocco di una gonna. Sfuggito alla moda. Quasi non ci fosse più bisogno di conquistarsi le cose. Non è così. E lo sa anche Teresa Ciabatti, che nel suo nuovo romanzo ribalta il suo passato (quasi un’ossessione) alla ricerca della chiave del presente. Prendendosi carico, come solo le donne sanno fare, della memoria, del dolore e della famiglia. Cose di donne. Ormai, da una vita.

 

storie della buonanotte1. Francesca Cavalvo e Elisa Favilli, Storie della buonanotte per bambine ribelli, Mondadori, trad. L. Baldinucci

Prendi una start-up di successo (a Los Angeles) specializzata nel mondo dell’infanzia e due donne determinate ed ecco che può nascere un progetto strepitoso come “Good Night Stories for Rebel Girls”. Per farlo partire le due italiane hanno lanciato una campagna su Kickstarter e raccolto più di 225mila dollari.

Il libro è arrivato da poco anche in Italia. Ma come è nato il progetto di raccontare la storia di 100 donne straordinarie e vere (basta con lo stereotipo delle principesse)? Da un bisogno quasi fisiologico, quello di “essere esposte quanto prima a una narrazione diversa della femminilità”. Quella di crescere giovani donne con ambizioni forti e senza il timore di poter conquistare il mondo. Elena Favilli e Francesca Cavallo si sono quindi schierate contro gli stereotipi duri a morire: “I genitori non hanno molta scelta, ma molti di loro sono preoccupati e vogliono far crescere i propri bambini a contatto con storie che propongano modelli femminili moderni. È per loro che stiamo creando questo libro”. Addio principesse!bambine

 

9788806234935_0_0_1576_802. Chimananda Ngozi Adichie, Cara Ijeawele. Quindici consigli per crescere una bambina femminista, Einaudi, trad. A. Sirotti

Pensate che non sia necessario crescere una bambina femminista? Vi sbagliate. Il motivo ve lo spiega Chimananda, scrittrice profonda ma anche pop (Beyonce l’ha citata in una sua canzone e Dior ha stampato il titolo del suo libro “Dovremmo essere tutti femministi” sulle magliette), che in una bellissima intervista rivendica la libertà di poter scrivere e di essere anche frivola e che non ha voluto vivere la sua gravidanza pubblicamente, ma che adesso ci parla anche del suo essere madre. Lo fa in un libro magnetico, capace di parlare al cuore delle donne con un linguaggio onesto e sincero. Il primo dei consigli? “Sii una persona completa, non ti scusare perché lavori, tua figlia ti sarà grata”. E ancora: “Insegnale a leggere”. Insegnale a leggere perché i libri diventeranno suoi amici. Insegnale a leggere perché conoscerà la storia di donne forti e vorrà diventare come lei. Insegnale a leggere e le regalerai la chiave per sognare. E, forse, conquistare il mondoChimamanda Ngozi Adichie

 

9788804664529_0_0_1537_803. Teresa Ciabatti, La più amata, Mondadori

“Io sono la regina, mi rimiro nello specchio. Mi chiamo Teresa Ciabatti, ho quarantaquattro anni, e a ventisei dalla sua morte decido di scoprire chi fosse davvero mio padre. Diventa la mia ossessione. Non ci dormo la notte, allontano amici e parenti, mi occupo solo di questo: indagare, ricordare, collegare. A quarantaquattro anni do la colpa a mio padre per quello che sono. Anaffettiva, discontinua, egoista, diffidente, ossessionata dal passato. Litio ed Efexor prima, Prozac e Rivotril poi, colpa tua, solo colpa tua, papà.” Donne che perdono le nottate a ricamare i propri sensi di colpa, donne che lottano con il proprio passato per poter imparare a leggere il presente. E la famiglia diventa un vortice nel quale, volenti o nolenti, si finisce per essere risucchiate. Alla ricerca della propria identità, cercando di togliere dalle proprie scelte quel marchio indelebile di chi si sente sempre sbagliata. Figlia, madre, donna. Teresa Ciabatti racconta una rabbia che, almeno una volta nella vita, è stata la rabbia di tutte. Quella rabbia che alla fine ti fa voltare pagina. E ti dà la forza per fare meglio.teresa-ciabatti-1

 

VIVA LE DONNE SEMPRE! (cit. Marta Perego)


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