George Rousse, il mago dell'immagine

di Redazione

Georges Rousse è un artista ottico. Un artista che lavora sull’immagine, sulla percezione, sui tuoi sensi, in maniera raffinatissima.

Facciamo un gioco: ora guardate queste foto e provate a capire di che si tratta. Provate a capire se secondo voi c’è intervento digitale, o quello che vedete è effettivamente reale. Con calma però.

Nice Cheret cm.125x160

SAMARITAINE 2014 copia

GEORGES ROUSSE -Chambord 2011 cm.240x180 copia

Se non l’avete capito, è tutto vero. Il lavoro dell’artista è quello di creare dei set perfetti che vengono in un secondo e ultimo momento fotografati. Creando un gioco prospettico straordinario e allucinante.

Alla Galleria Gracis di Milano si terrà la mostra “Georges Rousse: elogio dello spazio“, che presenta le opere fotografiche e ad acquerello dell’artista. Scopo della ricerca di Rousse è far convivere nello stesso scatto fotografico spazio architettonico reale tridimensionale e spazio pittorico illusorio bidimensionale. Partendo dallo studio di un soggetto architettonico, solitamente un ambiente disabitato e prossimo alla demolizione, l’artista ne sceglie un’angolazione, un settore, basandosi sulle sensazioni emotive che egli stesso instaura con questo spazio e con la sua luminosità. Una volta inquadrata la porzione su cui intervenire, Rousse posiziona la sua macchina fotografica Brownie Flash della Kodak e sovrappone al suo schermo un vetro, o un PVC trasparente, su cui ha già precedentemente disegnato la forma geometrica che desidera poi rivedere nella fotografia. La macchina diventa quindi la cabina di regia di un lavoro che coinvolge una intera équipe in cui l’artista dirige i collaboratori che in base alle sue indicazioni individuano direttamente sui muri i punti fondamentali del tracciato pittorico. In questo modo la superficie geometrica nella fase progettuale si frantuma nella molteplicità dei piani. A questa distorsione della forma pittorica e alla sua ricomposizione in forma geometrica perfetta e artificiale, la critica ha fatto spesso riferimento come a due aspetti di una anamorfosi. Tuttavia parlare di anamorfosi nell’opera di Rousse può sembrare riduttivo, in quanto sorprendere lo spettatore mostrandogli prima l’una e poi l’altra faccia del suo operato non è l’intenzione dell’autore, bensì ottenere un risultato che si concretizzi nell’opera fotografica. L’intervento di Rousse è legato alla dimensione della memoria, dell’hic et nunc colto dall’obiettivo. Lo spazio diventa la rappresentazione di una visione mentale in cui tutte le forze trovano il loro matematico bilanciamento.

Le opere di GR, presenti in collezioni museali di fama internazionale, sono state spesso esposte in Italia all’interno di mostre, prevalentemente collettive: nel 1986 a Palazzo Reale a Milano, nel 1989 al PAC a Milano, nel 1993 al Castello di Rivoli a Torino, nel 2014 al MAMBO.

In collaborazione con la Galleria Photo & Contemporary – Torino

Opening 21 marzo h 18.30

Galleria Gracis Piazza Castello, 16 – 20121 Milano  tel. +39 02 877 807  gracis@gracis.com

Orari di apertura Lunedi: 15.00 – 19:00, da Martedi a Venerdì: 10:00 – 13:00 / 15:00 – 19:00