LE NOSTRE ANIME DI NOTTE A MILANO Anteprima #Haruf #SundayBooks

martina pagano

di @Martina Pagano

I lettori italiani e gl amici dei Sundaybooks si sono innamorati di Kent Haruf, oramai possiamo dirlo. Se a convincere non bastasse il successo di vendite, sappiate che domenica 12 febbraio alle 19, al Teatro Franco Parenti, la casa editrice NN ha in programma una festa per ricordare lo scrittore del Colarado scomparso nel 2014 e celebrare con il pubblico l’uscita del romanzo postumo, Le nostre anime di notte, in libreria dal 13 febbraio.

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La serata è condotta da Antonio Calabrò con l’intervento della moglie di Haruf, Cathy, e del traduttore italiano della Trilogia della pianura e anche dell’ultimo romanzo, Fabio Cremonesi. Da Le nostre anime di notte verranno scelti dei brani letti da Lella Costa e Gioele Dix (aggiornamenti anche sulla Pagina Facebook di NN)

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Da quando NN ha portato in Italia Kent Haruf (nel 2015 è uscito Benedizione e a seguire gli altri romanzi che compongono la Trilogia della pianura, Canto della pianura e Crupuscolo che trovate insieme nel cofanetto di cui vi avevamo parlato) ho rotto le scatole  ad amici e colleghi (alla serata sono riuscita a trascinare anche i più scettici in fatto di gusti letterari!) che hanno voluto capire perché non potessero proprio perdersi i suoi romanzi. Chi cerca le trame strutturate e la narrazione scandita da risvolti e colpi di scena potrebbe rimanere deluso dal ‘canto piano’ di Haruf, dal momento che la bellezza dei suoi libri sta tutta nello scorrere calmo e sussurrato, nella prosa sobria che evoca la vita dei personaggi, esistenze normali di un’America troppo normale, quella della cittadina immaginaria di Holt in Colorado, e per questo fatta di una materia profonda e imperfetta, piena di contraddizioni e fragilità, ma soprattutto lontana dagli stereotipi di un Paese che per molti sembra ancora irraggiungibile.

Dopo la Trilogia della pianura, negli anni della malattia, Haruf lavora a Le nostre anime di notte in cui racconta la storia d’amore tra Addie Moore e Louis Waters, anziani vicini di casa a Holt che, vedovi da tempo, scelgono di trascorrere insieme il resto dei loro anni, sfidando la perplessità della figlia di lui e le chiacchiere della gente a cui una relazione a quell’età pare ridicola e preferisce rumoreggiare sui loro approcci sessuali. L’intimità tra Addie e Louis non è taciuta, a conferma che nei romanzi di Kent Haruf il dato più vivo e autentico sia sempre centrale e di certo non motivo di vergogna.

FOTO FB CON COFANETTO

Il tono pacato e malinconico di Le nostre anime di notte è stato apprezzato dal New York Times che lo ha definito meno incisivo rispetto ai romanzi precedenti ma dallo spessore unico, retto sulla certezza che le storie defilate siano anche quelle più intense.

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E udite udite Our souls at night è anche un film prodotto da Netflix in uscita quest’anno con un cast super un mitico ritorno in coppia: Jane Fonda nel ruolo di Addie e Robert Redford a interpretare Louis, diretti dal regista indiano Ritesh Batra che ha voluto girare le riprese interamente nel Colorado caro a Haruf. Dopo il libro, il film è d’obbligo!

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Gli amici di NN non hanno potuto svelarci molto del nuovo romanzo, ma in attesa dell’uscita e della serata (i biglietti rimasti sono limitatissimi!), noi del #Sundaybooks non vi lasciamo a mani vuote! Qui sotto trovate alcune dichiarazioni di Kent Haruf nell’ultima intervista rilasciata prima della morte e pubblicate sul sito d NN.
Non è finita. Lunedì ricordatevi di fare un salto su Choozeit perché vi mostreremo un po’ della serata al Franco Parenti. E naturalmente non dimenticate di passare in libreria!

I consigli di Kent Haruf per gli aspiranti scrittori

“La cosa ovvia è leggere, leggere, leggere, leggere, leggere, leggere. E poi scrivere, scrivere, scrivere. Non c’è altro oltre a questo. Devi fare entrambe le cose. Ma in termini di lettura, credo che l’importante sia imparare a leggere come legge uno scrittore. Il che significa che non devi più leggere per puro intrattenimento. Così come non devi leggere solo per sapere come finisce una storia. Quello che devi fare è leggere per scoprire come qualcun altro è riuscito a rendere nel modo migliore qualcosa sulla pagina. In questo modo presti molta attenzione a quello che funziona e a quello che non funziona. Una volta che sei diventato un lettore esperto, ottieni un diverso tipo di piacere nel leggere qualcosa di grande.

Personalmente torno sempre a leggere e rileggere Faulkner, Hemingway e Cechov. Non mi stanco mai di leggerli. Ogni mattina, prima di mettermi a scrivere leggo qualcosa di questi autori, anche solo per ricordare a me stesso come può essere una frase. Leggo tutti i giorni. Se non lo faccio, mi sembra che sia stato un giorno inutile.”

Chi era Kent Haruf

“Vorrei essere ricordato come qualcuno che si è dimostrato amorevole e compassionevole verso le altre persone. Più sono diventato vecchio, più mi sono avvicinato alla morte, e più le persone mi sono diventate care. Adesso desidero essere completamente presente quando sto con qualcuno.

Come scrittore vorrei essere ricordato come qualcuno che ha ricevuto un talento molto piccolo ma che ha lavorato al suo meglio per utilizzare quel talento. Voglio pensare di aver scritto quanto più vicino all’osso che potevo. Con questo intendo dire che ho cercato di scavare fino alla fondamentale, irriducibile struttura della vita, e delle nostre vite in relazione a quelle degli altri.”

(Dall’ultima interivista rilasciata a John Moore per denvercenter.com, il 1° dicembre 2014)

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