Che cosa rende un'opera d'arte

di Redazione

Esh Gallery presenta questa bi-personale: Ōki Izumi e Mauro Bellucci, in cui gli artisti tenteranno di rispondere a questo enigma confrontando le rispettive concezioni attraverso un serrato dialogo della loro produzione. Ōki Izumi giapponese ma italiana d’adozione propone le sue sculture in vetro industriale in dialogo con i collage in carta nepalese di Mauro Bellucci, italiano, ma dall’anima spiccatamente giapponese.

Mauro Bellucci dopo studi linguistici e una tesi di laurea in lessicografia giapponese, si è dedicato per alcuni anni alla calligrafia estremo-orientale classica. Partendo da queste basi, alle quali si è aggiunta negli anni la pratica della meditazione zen, si è poi dedicato a mediare queste esperienze con una visione e un gusto più vicini alla propria matrice occidentale. Nei suoi lavori si avvale della tecnica del collage su tela o in alcuni casi su ferro e legno, declinata in svariate tipologie di utilizzo dei materiali di base. Utilizza la carta nepalese fatta a mano e inchiostro sumi giapponese. Le sue carte, realizzate rigorosamente a mano, sono uniche e irripetibili

BELLUCCI_Senza Titolo_2015_Sumi e carta nepalese su tela_8a copia

Ōki Izumi dopo gli studi sulla letteratura giapponese antica si è trasferita in Italia grazie a una borsa di studio del governo italiano per la scultura. Da diversi anni lavora in modo esclusivo il vetro industriale, materiale che rimanda al suo orientamento verso l’astrazione e allo stesso tempo rende reale l’effimero, cristallizza l’invisibile, solidifica l’immateriale.

OKI_IZUMI_Senza_Titolo_Vetro_industriale_2016 (1) copia

 

 

Esh Gallery

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