I libri che (non) ho letto quest'estate   #SUNDAYBOOKS

avatarsbertagnaDi @Sabine Bertagna

Dopo la privazione del sonno la cosa che più ho patito nel diventare mamma è stata sicuramente quella di non poter più leggere in maniera sconsiderata come facevo prima. Quando è nato Leonardo, pochi giorni dopo averlo portato a casa e completamente immersa in un delirio di non so da che parte girarmi e cosa farci, ho sognato in maniera piuttosto lucida che leggevo un libro dal principio alla fine. Questo sogno si sarebbe rivelato in qualche modo premonitore. In realtà ho ricominciato a leggere quasi subito (anche se con più fatica). Poi, a luglio di quest’anno, è arrivata Rebecca. E questa volta, tornando a casa, non ci sono stati deliri perché il primo mostro mi aveva già reso immune a tante paranoie. In compenso c’erano una serie di libri accumulati sul comodino, che mi ammiccavano quasi flirtando e che io ero costretta per ovvi motivi a ignorare. Il secondo mostro, infatti, è bravissimo, ma sommato al primo dà come risultato una cosa tipo ricomincerai a leggere nel 2020. Ecco, con sommo piacere quindi, che vi presento i tre libri che avrei tanto voluto leggere (senza interruzioni) nel corso di quest’estate…

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giorni selvaggi1) William Finnegan, Giorni selvaggi, 66thA2nd editore, traduzione di Fiorenza Conte, Mirko Esposito e Stella Sacchini

Me lo sono fatta portare in ospedale da una mia carissima amica. Lo bramavo da settimane. Il Pulitzer 2016. Il titolo è diventato la colonna sonora di quei primi bellissimi giorni con Rebecca. Selvaggi, ma di una tenerezza infinita. Nel libro, ad un certo punto, un surfista dice: “La regola per chi si sposa è questa: la loro voglia di surfare onde giganti scende subito di un gradino. E scende di un altro bel gradino ogni figlio che fanno.” Eppure fare surf assomiglia moltissimo ad essere in balia di piccoli ed imprevedibili mostri. Non sai mai cosa ti tiene in serbo l’onda successiva. Un libro perfetto.

le cose che non facciamo2) Andres Neumaman, Le cose che non facciamo, Sur edizioni, traduzione di Silvia Sichel

“Gabriela è mia moglie. Mi ama molto e va a letto con Cristobal.” Un inizio spiazzante come pochi per un libro che, anche a spizzichi e bocconi, mi è entrato subito sotto pelle. Narrazione succinta e intensa. Piccole stilettate che producono una realtà quotidiana indolente e profondamente vera. In queste pagine prendono forma goffaggini e simmetrie perfette. Desideri trasformati in strane costellazioni. “Mi piacciono le cose che non facciamo. Mi piacciono i nostri progetti al risveglio, quando il giorno sale sul nostro letto come un gatto di luce, e che non realizziamo perché ci alziamo tardi per esserceli immaginati tanto.” A volte, forse, è sufficiente così.

terre rare3) Sandro Veronesi, Terre rare, Vintage Bompiani

Questo libro è stato per me una sorta di doccia fredda. Lo avevo comprato appena uscito. Un bel giorno, passeggiando in libreria, ho notato che era uscito nella versione tascabile. E IO NON LO AVEVO ANCORA LETTO. Questa presa di coscienza mi ha restituito il senso delle cose. Cioè di quella lettrice che ero stata e che ormai apparteneva al passato. Per farla breve, ho iniziato a leggerlo in ospedale mentre arrivavano le prime contrazioni. Di Veronesi dovete leggere tutto. E’ uno dei narratori italiani più bravi che possiamo vantare. Eccezionale. Ho amato “Caos calmo”, sono morta dalle risate leggendo “Brucia Troia” e “Terre rare” non è da meno. Con quei personaggi scalcagnati ai quali succedono le avversità più improbabili e che ti trascinano in un territorio improvvisamente familiare. A loro modo mi hanno fatto compagnia. Prima di entrare in sala parto e dedicarmi a una delle cose più faticose e allo stesso tempo meravigliose che esistano.

ps: mamme lettrici, confrontiamoci! Formiamo un club, cerchiamo soluzioni. Diamo in prestito i piccoli mostri. Il tempo di perderci in un libro. Come ai cari vecchi tempi…