Il design nostalgico di Francesco Faccin

marilenadi @Marilena Pitino

Francesco Faccin ha la passione per il lavoro artigianale e realizza progetti dove imprime memorie ed esprime la sua visione del mondo. Nel 2003, dopo aver frequentato l’Istituto Europeo di Design, lavora nello studio di Enzo Mari e nel frattempo inizia l’attività come designer indipendente collaborando con aziende italiane e straniere. Dal 2004 sviluppa progetti auto-producibili in piccola serie, lavorando in stretta collaborazione con gli artigiani, cercando sempre di controllare personalmente tutte le fasi dello sviluppo del prodotto. Negli stessi anni inizia a collaborare con il modellista e liutaio Francesco Rivolta. Nel 2007 partecipa per la prima volta al SaloneSatellite con il tavolo “Quadrato” che entra in produzione e viene selezionato per la collezione permanente del Cosmit. Nel 2009 incontra Michele De Lucchi con cui inizia una collaborazione tuttora in corso. Nel 2010 partecipa al SaloneSatellite per la seconda volta e insieme ad Alvaro Catalan de Ocòn vince il Design Report Award 2010. Nel 2012 viene invitato dalla ONG “Liveinslums” a progettare gli arredi della “why not academy” di Nairobi. Nel 2012 disegna gli interni del ristorante”28 Posti” a Milano, realizzando gli arredi con i detenuti del carcere di Bollate a Milano.

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Il suo design minimale si basa su una costante ricerca e coniuga perfettamente artigianalità con produzione industriale. Dalla sedia Pelleossa per Miniforms, in legno massello realizzata a tornio, al tavolo Traverso per Valsecchi, dove la trave centrale non è solo un elemento architettonico, ma è la colonna vertebrale del progetto.

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Altro interessante lavoro è Re-fire, un kit per accendere il fuoco, che rievoca l’atavico gesto di sopravvivenza dei nostri antenati. Un modo per riportarci all’essenziale, alle cose semplici della vita, agli elementi che ci legano indissolubilmente alla natura, ma sfruttando il patrimonio scientifico che l’uomo ha creato negli anni.

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Tra gli ultimi progetti c’è Wunder Wasser, un luogo di acqua – incorniciato e appeso al muro – a contenere un micro spazio dedicato alle proprie passioni. Una nuova tipologia di lavabo che non è solo una fonte, ma diventa un vaso stupore. Progettato per essere utilizzato in diversi ambienti in cui di solito non c’è fonte di acqua, in una camera da letto, in uno studio artistico, in una sala d’attesa, in un corridoio.

In tutti i progetti Francesco Faccin mostra un grande impegno e ci riconduce in una dimensione ancestrale, spesso dimenticata. Ogni lavoro è di elevata qualità con uno sguardo sempre rivolto all’epoca pre-industriale, dove la semplicità e  le tecniche tradizionali restituiscono autenticità.