Il Festival è finito, ma Spoleto val bene una visita

carla sofiadi Carla Sofia Galli

Ci sono molte buone ragioni per visitare Spoleto, piccolo gioiello architettonico che cinge a meridione il cuore della valle Umbra, ma farlo durante il festival dei due mondi è sicuramente la buona ragione in più. il tutto senza rinunciare alla quiete e ai silenzi che abitano l’immaginario legato a questi luoghi.

Durante il festival, che decorre ogni anno tra giugno e luglio, periodo perfetto per assaporare a pieno le bellezze del territorio, il silenzio è rotto di tanto in tanto dalle note dei concerti di piazza e la cittadina è animata da incontri, spettacoli di musica, danza teatro, mostre d’arte ed eventi culturali che ospitano artisti di tal talento indiscusso e celebrato a livello mondiale (del calibro di John Malkovich, premio 2010, Michael Barishnikov, Juliette Greco, premio 2015).

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Spoleto, vestita a festa, si arricchisce di un’atmosfera davvero unica, celebrando una tradizione che gode di una popolarità di lunga data (giunti alla cinquattottesima edizione del festival) e il progetto del suo ispiratore, il grande Maestro e compositore Gian Carlo Menotti: Aprire una finestra sui Due Mondi, la città con le sue genti e il mondo dell’arte e della musica trova, oggi come ieri, una tra le sue più entusiasmanti realizzazioni. Tutto questo è stato possibile grazie alla sollecitudine delle grandi Fondazioni:  Monini e Festival dei due mondi, e dal Comune di Spoleto, che ne hanno preso in consegna la direzione dopo la scomparsa del Maestro. Proprio lì, nella casa di Menotti, da dove gli artisti ad ogni edizione salutavano la folla di spettatori e da cui ancora oggi si affacciano i vincitori dei premi conferiti durante la kermesse, è stato istituito un ricco centro di documentazione della memoria storica, culturale ed artistica del festival,  che si avvale di moderni supporti digitalizzati. Una tappa irrinunciabile per chi voglia immergersi  nella storia dell’evento e godere dei concerti che ancora oggi animano le sale e il terrazzo di casa Menotti.  (per maggiori informazioni sulle attività del centro di documentazione: www.casamenotti.it)

back up luglio 468

Tra i vari appuntamenti, il concerto finale in piazza Duomo (quest’anno diretto da Jeffrey Tate) è un’esperienza davvero unica. Immaginate un’esecuzione che potreste apprezzare nei più grandi teatri del mondo a cui fanno da sfondo invece la suggestiva facciata del duomo e i suoni della natura: il verde delle colline umbre e le rondini in volo, al tramonto…

E Qualora il ricco palinsesto di concerti, spettacoli ed eventi culturali (si parla di circa venti appuntamenti al giorno, per tutta la durata del festival) non bastasse a soddisfare le esigenze dei più famelici amanti dell’arte, la bella Spoleto riserva non poche sorprese:  ben Sette musei che ripercorrono la storia del territorio, tra cui la splendida Rocca Albornoziana, che ospita il museo nazionale del Ducato di Spoleto, da cui si gode una vista magnifica sulla città e sul colle Sant’Elia, con il famoso Ponte delle Torri, simbolo del periodo romano. Fuori le mura della città, a poca distanza, la Basilica di S. Salvatore, patrimonio mondiale dell’Unesco. 

Ma veniamo ora agli aspetti più stuzzicanti della visita spoletina, quelli che si gustano a tavola! La cucina del territorio è stata capace di inglobare le sperimentazioni della cucina contemporanea senza rinunciare alla tradizione e alla grande disponibilità di prodotti e materie prime di qualità, a cominciare dall’ Olio umbro, tra i migliori della nostra penisola. Inoltre la vicinanza e i rapporti storici con la vicina Norcia rendono indiscusso protagonista di molti piatti il pregiato Tartufo nero di Norcia. Un riuscito connubbio tra cucina casalinga e nuove tendenze è l’interpretazione dei giovani chefs del Ristorante Apollinare, (www.ristoranteapollinare.it) dove è possibile inoltre degustare tutti i migliori vini umbri (Grechetto, Torgiano e Sagrantino di Montefalco). Anche in ambito vinicolo non mancano le sperimentazioni a cui si dedicano da anni i produttori locali, un esempio tra tutti, il Falerio vinificato in bianco.

Per finire, qualche consiglio su dove alloggiare… per continuare a respirare l’atmosfera di arte e storia che rende così indimenticabile la visita a Spoleto si può scegliere l’Hotel dei Duchi, 49 camere, parcheggio gratuito e…il suggestivo affaccio sulle rovine dell’anfiteatro romano. (www.hoteldeiduchi.com)

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