IL SALOTTO DEL LIBRO DI TORINO #SundayBooks

avatarsbertagnadi @Sabine Bertagna

Non è vero che il Salone del Libro di Torino è sempre uguale a se stesso. Al di là dei meccanismi ormai rodati che portano editori, scrittori e lettori ad incontrarsi per la prima volta o a riabbracciarsi come amici di lunga data, ogni anno c’è qualcosa che si differenzia dal precedente. Mai come quest’anno gli editori hanno deciso di sbizzarrirsi con gli stand. Alcuni accoglienti come un salotto, altri invasi da piante (forse ispirati dalla guerrilla gardening), certi popolati dai personaggi più amati riprodotti fedelmente (i Peanuts, per esempio). Belli, eccentrici, accattivanti. Come invitanti copertine tirate a lucido. Perché per sedurre i lettori c’è bisogno anche della parte estetica. Per quanto riguarda i contenuti, invece, siamo andati sul sicuro. Abbiamo sentito le voci dei responsabili (editoriali e uffici stampa) delle case editrici e abbiamo chiesto proprio a loro, che meglio di chiunque altro conoscono le loro opere e i loro autori, di consigliarci tre libri. Tre libri della propria casa editrice o due libri propri e un terzo pubblicato da altri. Ne sono venute fuori diverse chiacchierate, che ci hanno permesso di immergerci in mondi completamente diversi. E che, speriamo, vi aiuteranno a scegliere i compagni delle vostre vacanze. Siete pronti? Preparate le valigie…

cover #salto15

Feltrinelli

“I libri sono tutto. I libri sono la vita.” Le parole di Inge Feltrinelli campeggiano sullo stand a Torino e raccontano senza bisogno di aggiunte o fronzoli inutili i 60 anni della casa editrice. 60 anni di libri, di autori che con il tempo sono diventati amici, di lotte e di speranze. Ma anche di narrazioni che ci hanno tolto il fiato e di personaggi che, una volta chiuso il libro, ci sono mancati terribilmente. Tra gli ultimi arrivi ci sono il nuovissimo di Stefano Benni, ”Cari mostri, quello di Daniel Kehlmann, “I fratelli Friedman“, perfettamente in tema con il Salone di quest’anno, che ha per ospite la Germania. Ma i titoli che ci consiglia Alessandro Stefano Monti, Consigliere d’Amministrazione di Feltrinelli, sono tre libri molto particolari: ”L’ultimo libro di Vinicio Capossela, “Il paese dei coppoloni“,”Congo“ di David van ReybrouckRiparare i viventi di Maylis de Kerangal . Il libro della Kerangal parla di un giovane surfista, che a seguito di un incidente entra in coma irreversibile. E i genitori dovranno decidere se donare il suo cuore. Un libro molto bello.”

 minimumfax

Alessandro Grazioli, responsabile dell’ufficio stampa di Minimum Fax, legge tantissimo, non solo autori di Minimum. E quando ti racconta i libri ti fa venire subito voglia di prenderli in mano e sfogliarli. Ci tiene a consigliarcene due di “casa sua” e uno che ha appena finito di leggere. E durante la chiacchierata i consigli diventano quattro…

“Uno è un’antologia, “L’età della febbre”, curata da Christian Raimo e Alessandro Gazoia. Si dice sempre che i racconti non li legge nessuno, ma non è vero. Noi pubblichiamo racconti da vent’anni. Ogni anno c’è un libro di racconti in catalogo. Quest’anno c’è un’antologia di narratori italiani, tutti sotto i 40 anni: l’operazione è un po’ quello che fece Minimum Fax dieci anni fa con la La qualità  dell’aria, ossia trovare il meglio di quella che è la generazione contemporanea. Speriamo che “L’età della febbre” duri dieci anni come dieci anni è durata “La qualità dell’aria”. Per l’estate e oltre l’estate.

E poi  quello che aspettavamo da anni: un libro sul gusto di Gianni Mura, Non c’è gusto“ . La sua rubrica sul Venerdì di Repubblica esiste da 25 anni. Finalmente lo abbiamo convinto a condividere tutto quello che lui ritiene sia necessario per scegliere un ristorante. Tranne il gusto, quello ce lo deve mettere il lettore. In tempo di Expo, Foodies e al netto della retorica del cibo, questo libri ci parla dell’essenza delle cose belle che ci portano a tavola.

Poi vorrei consigliare un titolo che non è nostro. E’ pubblicato da Bompiani: il giallista Petros Markaris con il commissario Kostas Charitos, personaggio seriale. L’ultima indagine si chiama Titoli di coda. Lo segnalo perché di Grecia si parla tanto e non sempre bene. Markaris riesce ad ambientare i suoi gialli molto immersi nel tessuto sociale. Il giallo è un genere che se raccontato bene riesce a raccontare la realtà in maniera efficace. Racconta la Grecia come pochi raccontano. Ne metto un quarto di titolo. E’ uscito due anni fa, ma tanto i libri non scadono. Si chiama Qualcosa capiterà, vedraidi Christos Ikonomou: Racconti che raccontano la Grecia di oggi.

 

keller

L’editore Keller è specializzato in letteratura mitteleuropea, di confine. Pubblica libri che sono alla ricerca del proprio posto nel mondo. Senza dimenticare l’amore e la felicità. Abbiamo chiacchierato con Sonia ed Eleonora, che ci hanno raccontato tre libri molto diversi fra loro. Straniera ingratadi Irena Brezna è il primo libro di cui vorrei parlare. E’ un’autrice cecoslovacca che scrive in tedesco ed è stata pubblicata in Svizzera. Critica fortemente la Svizzera per i suoi tentativi di assimilazione invece anziché integrazione. E’ ambientato negli anni ‘70-‘80 durante la Guerra fredda quando un po’ di persone della Cecoslovacchia sono emigrate in Occidente. E’ un libro di una delicatezza e di una precisione incantevoli. La scrittrice fa un lavoro con la lingua molto strano. Ci sono più registri all’interno del libro. Come le due figure che si intrecciano che sono poi riconducibili sempre a lei stessa. Da una parte c’è un’interprete che ci racconta la storia di chi è emigrato in Svizzera, delle microstorie, dall’altra la sua personale esperienza dall’arrivo a quando è perfettamente integrata.L’ordine delle stelle è secondo noi un libro perfetto per l’estate, anche per la mole. Ci si prende un mesetto per leggerlo. E’ una storia d’amore realizzata e non realizzata. Un po’ passa il messaggio che l’amore malinconico e reale sia quello mai realmente vissuto, che rimane più nella testa. E’ un libro pieno di amore e di musica perché tutti i personaggi hanno a che fare con la musica, come la stessa autrice. Monika Zeiner (canta in un gruppo in italiano nonostante lei sia tedesca) ha vissuto un periodo in Italia e il libro è ambientato tra Genova, Napoli e Palermo. Prende spunto dalla tournée di un personaggio. Con una sorpresa finale. Ma non sveliamo tutto… Non tutte le sciagure vengono dal cielo di Thomas Meyer è la storia di un giovane ragazzo ebreo ortodosso e vive in famiglia. La madre decide tutto. E’ fissata con il figlio che si deve sistemare, vuole una ragazza ebrea secondo la tradizione. Lui però è attratto da tutt’altro tipo di donna. La madre gli fissa continuamente degli appuntamenti con ragazze che sono identiche a lei. Si innamora di una ragazza con un linguaggio molto libero. E quindi è la storia del suo tentativo di allontanarsi. Di ricerca della felicità E’ molto divertente. Il protagonista gira con degli occhiali alla Woody Allen. C’è questa immagine che stona con tutto il resto. Il libro ha un finale aperto.”

 

iperborea

Con Pietro Biancardi, direttore editoriale di Iperborea, ci accomodiamo sulle panche bianche dello stand, che quest’anno evoca perfettamente il mare del Nord. Accanto a noi il mitico Bjorn Larsson, perfettamente a suo agio. Non mancano nemmeno le sdraio. Il pensiero corre veloce alle vacanze. E naturalmente ai libri da mettere in valigia. Ecco i tre consigli di Pietro: ”Sicuramente “Raccontare il mare” di Bjorn Larsson, che è una raccolta di prefazioni più altri saggi sulla letteratura di mare. Sui libri che lo hanno influenzato e gli  articoli collegati al mare. Un libro perfetto per l’estate: brevi interventi da lettore dove racconta cosa gli è piaciuto, come Conrad e Cristoforo Colombo. Tutti gli scrittori di mare che lo hanno influenzato. Un’opera perfetta da ombrellone. Un altro libro molto strano e divertente e decisamente inclassificabile è  L’arte di collezionare mosche di un svedese, Fredrik Sjoberg. Lui è un entomologo e spiega di come gli sia venuto in mente di diventare entomologo, appunto. Racconta la sua strana passione di collezionare mosche. Ha trovato delle specie che si pensavano estinte. E’ una divagazione sulla vita, sul vivere lentamente. Per diventare entomologo è andato a vivere su un’isola dell’arcipelago di Stoccolma. Racconta di scienziati con una vita assurda. Tutto questo con molto humor. Il terzo libro che consiglio (in omaggio ad una sua grande fan, Paola Rinaldi)  è il nuovo libro di Jón Kalman Stefánsson, autore islandese di cui abbiamo pubblicato già quattro libri in precedenza. Scrive dei libri che sono quasi delle poesie in prosa. E’ molto importante la lingua, è una lingua lirica. I pesci non hanno gambe è una saga familiare e attraversa tutto il Novecento. Parla della vita di un ragazzo, anzi un uomo, e va indietro nella sua nuova giovinezza. Lui è cresciuto di fianco alla base americana. Da un lato c’è il tema dell’occupazione, dall’altra grazie ai soldati americani scopre la birra, che era vietata. Scopre la musica, i Beatles. E’ un libro che va indietro a raccontare la storia dei nonni. Una vita diversa. Attraversa un secolo di storia islandese. Tra l’altro proprio Stefansson e Bjorn apriranno il Nordic Festival, che si terrà a Milano dal 20 maggio al 5 giugno.”

 

nn editore

NN editore è al suo primo Salone del Libro. Questa casa editrice milanese ha infatti iniziato a pubblicare a marzo di quest’anno. Lo stand è curatissimo, con valigie e poltrone di altri tempi che suggeriscono ricercatezza. Ed è sicuramente così anche per i loro libri. A questo proposito abbiamo chiacchierato con Gaia Mazzolini, direttore editoriale di NN, e le abbiamo chiesto di raccontarci tre libri che dobbiamo assolutamente leggere: ”Mi viene in mente un libro che uscirà a giugno, di un autore italiano esordiente (si chiama Alessandro Pozzetti). Scoperto per caso. Dopo le prime trenta pagine eravamo morti dal ridere, ci è piaciuto subito. Nella nostra politica c’è di pubblicare sempre un esordiente all’anno. Ci interessa molto trovare storie nuove anche attraverso percorsi non convenzionali. Ha scritto un libro che è ambientato a Milano ed è un libro di una serie di personaggi. si chiama “Auro Ponchielli contro la fine del mondo. Un’apocalisse comica con ampliamento di coscienza incorporato” ed è la storia di questo indolente ragazzo che lavora in una’agenzia di pubblicità . Un po’ il simbolo dei giovani laureati di oggi che fanno mille lavori. Il genere ricorda Stefano Benni, ironico, satirico e con punte fantascientifiche. Milano e il mondo, infatti, sono stati invasi dagli alieni, che hanno preso le sembianze dei vecchi che guardano i cantieri. Per le donne poi c’è “Sembrava una felicità” di Jenny Offill. Scritto sotto forma di paragrafi. E’ forse più difficile “entrare” in questo libro rispetto a farlo in una narrazione convenzionale. Ci sono pensieri e citazioni che non sono quasi mai espliciti. C’è una moglie, che è madre, che sta impazzendo a seguire la figlia, che ha problemi con il marito, che ha dovuto lasciare il lavoro e che poi l’ha ripreso ma fa qualcosa di molto meno gratificante. Un libro pieno di trovate molto profonde e divertenti. Ed è anche un libro che è diventato famoso quest’anno negli Stati Uniti: noi lo avevamo preso quando ancora non lo sapevamo. Il terzo libro è “Le prime quindici vite di Harry August di Claire North. E’ un po’ atipico per noi. Ed è la storia di un uomo che nasce agli inizi del Novecento in maniera sfortunata. Il padre non lo ha riconosciuto, la madre è una servetta al suo servizio che poi viene allontanata e che muore di parto. Lui è un orfano. Viene preso in adozione. Fa la sua vita e muore. Poi scopre di rinascere nello stesso momento. Nel momento un cui capisce che sta rivivendo la stessa vita impazzisce. Quando questo succede prende coscienza e ogni volta fa una vita un po’ diversa. C’è anche la storia di tutto il Novecento che fa da sfondo. Lui ha il potere di lasciare dei messaggi a se stesso nel futuro. Su questo abbiamo organizzato un gioco divertente che trovate sui nostri social. Il libro poi diventa un thriller. Il protagonista scopre che non è l’unico ad avere questo potere. E’ un libro meno per adulti, più per ragazzi. I nostri tester giovanissimi lo stanno divorando.”

Insomma, anche quest’anno non sono mancati gli spunti e le idee. Farsi consigliare che libro leggere da chi fa questo mestiere rimane un piccolo privilegio anche se ormai, grazie ai Social, le distanze tra chi pubblica libri e chi li legge si sono decisamente ridotte. È un po’ come entrare nei loro salotti e fare conversazione sui libri che amiamo e sugli scrittori che ameremo. Il salotto più bello. Il salotto dei libri.