#50Sfumature di Cenerentola

di Redazione

Cenerentola (Cinderella) è in uscita nelle sale il 12 marzo. Diretto da Kenneth Branagh, con protagonista Lily James. Il film è l’adattamento cinematografico della celebre fiaba di Cenerentola e remake in live action del film d’animazione del 1950. Inizialmente Cenerentola doveva essere Emma Watson, che però ha rifiutato il progetto.

cenerentola locandina

Non la vorrei chiamare colpa, piuttosto responsabilità, ma dalle buone intenzioni. Di mia nonna,  di quella sua passione per i viaggi in giro per il mondo – soprattutto in luoghi sovrappopolati e odorosi- e  del fatto che ero troppo pavida per dire “no, grazie, guarda, preferisco rimettermi il vestito da bruco che mi avete comprato quando andavo all’asilo”. Facevo le elementari e come tutte le bambine nate negli anni Ottanta mi drogavo di Mila e Shiro, Candy Candy e Kiss me Licia, sognando un giorno di diventare una Cenerentola vestita glam rock che al principe avrebbe cantato “Il mio nome è Jem, sono una cantante, dolce e sfavillante”.  Lei –mia nonna- tornava a casa con meravigliosi abiti tradizionali: saari indiani di seta purissima, kimoni giapponesi, kajal egiziani – eh sì non solo abiti ma anche il make up- che mi concedeva in comodato d’uso gratuito il giorno di Carnevale con immensa gioia.

“Vedrai che figurone farai alla festa dell’oratorio vestita da geisha”.

Ecco questa è stata, in parte, la mia infanzia. Da aggiungere che a 8 anni assomigliavo a mio fratello con i capelli più lunghi e pesavo quanto peso ora (vi posterei una foto ma mi vergogno). Ricordo che l’anno del saari indiano, andavo già alle medie, voltato l’angolo dallo sguardo dei miei infilai pezzi di sari dei jeans e spappolai il kajal egiziano (perché in fondo tra Egitto e India l’è in stés) su un occhio solo e a chi mi diceva

“Ma da cosa sei vestita?!”

“Da pirata strano”

Una specie di Jack Sparrow ante litteram senza bandana ma con le Reebok Pump.

CINDERELLA

Tutto questo per dirvi che magari non a undici anni ma a sette il mio sogno più grande era quello di vestirmi da principessa. Sarà per quello, oltre che per l’impeccabile messa in scena, le scenografie pazzesche, la sapienza di sir Kenneth Branagh che ha trasformato la fiaba in una commedia shakespiriana piena di allegorie, metafore, grandiosità cinematografica che quando questa Cenerentola meno magica e più eroina (Lily James, che una più uguale a Cenerentola non la potevano trovare) entra al ballo con addosso 240 metri di tessuto e 10000 Swarovski non ho resistito e mi sono commossa come neanche per Million Dollar Baby o Via col vento.

CINDERELLA

Ecco perché entro ufficialmente nel fan club di Cenerentola e per sancire questo ingresso vi racconto un po’ di cose che forse non sapete (le ho scoperte anche io oggi)

  1. La fiaba di Cenerentola esiste in più di 300 varianti, ha origini antichissime tra l’Egitto e la Cina. E’ lì nell’estremo oriente che nacque l’idea del “piedino di Cenerentola”- che da loro si chiamava Yeh – Shen. Piede piccolo= bellezza assoluta per i cinesi. La Cenerentola cinese era la donna con il piede più piccolo di tutto il regno. Ecco perché- cosa che a noi occidentali spesso sfugge- la scarpetta può entrare solo a lei.
  2. Crystal slipper un cavolo. Il cristallo è un’invenzione della Disney. In origine la scarpetta di Cenerentola era di pelliccia (orrore…). Fu per un errore di traduzione nella versione di Perrault. In francese il termine pelliccia (vair) e vetro (verre) sono molto simili. La Disney ha trasformato il vetro in cristallo (per crescere generazioni nel sogno del lusso).
  3. Il ruolo della mamma di Cenerentola non è un’invenzione di Branagh- come ho letto su molti blog, ragazzi almeno guardate wikipedia…-  ma di alcune versioni della fiaba, una delle quali è stata riportata dai Fratelli Grimm. La mamma di Cenerentola e il suo spirito sono l’elemento di magia. Nella versione dei fratelli Grimm la giovane, lasciata a casa dalla matrigna e dalle sorellastre che se andavano al ballo, corre a piangere sull’albero nato sulla tomba della madre (che è una roba un po’ pocahontiana). E’ lo spirito della madre che attraverso la natura la ricopre con un abito d’argento e le mette addosso scarpe d’oro- questa versione della fiaba la troverete in Into the woods, il film di Rob Marshall basato sull’omonimo musical che uscirà ad aprile. Devo ammettere che a me – come a molti di voi immagino-però la fata madrina (soprattutto con la faccia di Helena Bonham Carter ma anche quella del cartone) sta tanto simpatica. Meglio lei con la zucca che un albero, ecco…
  4. Che la fiaba di Cenerentola abbia ispirato decine e decine di commedie romantiche che ci hanno fatto grondare di lacrime (da Colazione da Tiffany a Pretty Woman fino a 50 sfumature) non ve lo sto neanche a dire. Tanto lo sapete. Dite quello che volete, ma in ognuna di noi cresce una Cenerentola che non vede l’ora di essere scoperta. Anche se è mascherata da Jack Sparrow.foto 3