[THE LAST BLAST]: Steve Albini ha salvato il Rock #2

oriodi @Orio Vergani

Dark arts, le arti oscure, la stregoneria.

Registrare la musica, quella rock in particolare, è una scienza profondamente legata alla magia, allo spiritismo. Riuscire non solo a catturare il suono ma anche l’aria, l’atmosfera che lega e divide i singoli strumenti è un’impresa degna di uno stregone. Il bravo fonico-produttore è in grado di restituire la presenza di una band tramite un disco, provate ad immaginare una specie di ologramma fatto di suono che esce dalle vostre casse e invade il vostro spazio, se chiudete gli occhi è un po’ come essere lì con loro mentre suonano, una sorta di evocazione. Albini ha perfettamente presente questa cosa e la insegue da tutta la vita, per questo non ama il digitale. La curva dell’analogico è infinita, la scala del digitale è finita e lascia fuori un sacco di magia, un sacco di roba (semplicemente perché non ha spazio sufficiente) che invece è bene stia al suo posto e vi faccia vibrare i timpani. La scuola di stregoneria del giovane Albini negli anni ottanta fu quella di Iain Burgess e di John Loder, due produttori in grado di restituire appieno l’energia di un suono. Così, forse per gioco venne fondata la Ruthless Records e Albini iniziò per un pugno di dollari a registrare musica di altri.

stregoneria

Dark Arts per esempio è lo pseudonimo sotto il quale si cela la splendida voce di Stephanie Payne e il suo primo disco “A long way to Brigadoon”, un dodici pollici, è passato sotto le mani di Albini nel 1985. Nulla di più diverso dalla musica dei Big Black, qui si parla quasi di un dark folk industriale che attinge a piene mani dalla musica tradizionale per portarla altrove. Dark arts non rilascia nuova musica dal 1999 e qui potete trovare il suo spoglio sito ancora da web 1.0

http://www.darkarts.net/

 

e qui un pezzo intitolato Rivers da: A long way to Brigadoon

 

Se invece siete curiosi di sentire qualche cosa prodotto da Iain Burgess qui trovate un raro esempio dei Ministry prima della svolta industriale, era il 1981 e cantavano I’m Falling

segue, giovedì prossimo…