Il Museo della Scienza decolla verso lo spazio

peddi @Andrea Peduzzi

Ultimamente si fa un gran dire che lo spazio è tornato di moda, ma la verità è che lo è sempre stato, e in un modo o nell’altro lo sarà sempre. Del resto la passione per le stelle attraversa come un fil rouge la storia dell’umanità fin dal tempo dei miti (e forse pure da prima, vai a sapere).

Detto questo, è sensato – quello sì – prendere atto che l’entusiasmo per lo spazio di questi tempi sta galoppando alla grande. Galoppa al cinema, ad esempio, dove Interstellar e i Guardiani della Galassia la fanno da padroni, per non parlare dei sette Oscar a Gravity. Galoppa nei fumetti, e non stupisce che Dylan Dog abbia inaugurato la sua “fase 2” proprio tra le stelle (reali o metaforiche che siano). Galoppa, naturalmente, nei videogiochi, vuoi per i recenti Destiny e Alien: Isolation, che per gli attesissimi Elite: Dangerous, No Man’s Sky e Star Citizen.

Area Spazio 07

A intercettare tutta questa new wave cosmica ci si è messo, assai propriamente, anche il Museo della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano, che giusto pochi giorni fa ha varato una nuova area espositiva interamente dedicata allo spazio, e lo ha fatto attraverso una cerimonia inaugurale alla quale è intervento nientemeno che Eugene Cernan, comandante della missione Apollo 17 e, di fatto, l’ultimo uomo ad aver poggiato i piedi sul suolo lunare. Classe 1934 (ma non si direbbe), Cernan ha speso parole di ammirazione per la neonata sezione del museo, e ha dichiarato che “l’apertura di questa nuova esposizione interattiva sarà d’ispirazione ai giovani per sognare e accrescere il loro interesse verso l’esplorazione spaziale”.

Area Spazio 04

Area Spazio 02

Venendo all’esposizione vera e propria, l’area Spazio accoglie i suoi visitatori con delle installazioni video che mostrano la Terra vista dallo spazio e lo spazio stesso, introducendo così la vocazione dell’intero progetto che, di fatto, è composto di sezioni tematiche ben precise, ma connesse con fluidità. La prima di queste sezioni, dedicata all’osservazione del cosmo dalla terra, propone una meravigliosa retrospettiva sugli strumenti che hanno permesso all’uomo di indagare i segreti dello spazio quando ancora non era possibile esplorarlo: dalle repliche dei cannocchiali di Galileo al telescopio rifrattore equatoriale, oltre a una serie di postazioni interattive che consentono agli utenti di rappresentare i corpi celesti e di raccogliere informazioni su personaggi cruciali per la ricerca spaziale, da Ruggiero Giuseppe Boscovich a Margherita Hack.

Dopo l’introduzione si arriva al cuore dell’area, alla sua parte più ampia: quella dedicata ai viaggi nello spazio. In questa sezione è possibile confrontarsi con le tecnologie che hanno permesso, e permettono a tutt’oggi, l’esplorazione spaziale: dai satelliti alle sonde, fino alle stazioni orbitanti. Tra i pezzi più interessanti segnaliamo i satelliti italiani San Marco (uno dei primi a essere lanciati nello spazio), Sirio, Itamsat e Temisat; il frammento di Luna raccolto proprio durante l’ultima missione di Cernan (nella foto sotto); la consolle di comando del veicolo spaziale sovietico Soyuz, nonché il suo seggiolino, e naturalmente alcune tute spaziali tra cui la rarissima Krechet, progettata per i cosmonauti russi.

Eugene Cernan - b

A corredo di questi cimeli, ai visitatori è offerta l’opportunità di aumentare il proprio bagaglio di conoscenze attraverso un altro set d’installazioni interattive a tema. Segnaliamo Love Planet Earth di Telespazio, dedicata alle immagini prodotte dai satelliti, e una postazione ludica-multimediale che permette di simulare la costruzione e la messa in orbita di un satellite.

Per chiudere in bellezza tutta questa scorpacciata di scienza, i curatori hanno previsto una zona finale di “decompressione” dedicata al rapporto tra lo spazio e diverse espressioni della cultura pop, come appunto il cinema, il teatro, la musica, i fumetti e gli immancabili videogiochi. Proprio i gamer apprezzeranno particolarmente i tre artwork esclusivi dedicati a Destiny, lo sparatutto spaziale di Bungie recentemente uscito su PS4 e Xbox One, corredati da un’intervista ai suoi sviluppatori. Tra l’altro, si tratta della prima volta che un museo italiano introduce in una collezione permanente dei contenuti speciali legati a un videogame.

Insomma, sia che siate degli ingegneri aereospaziali, degli astrofisici, dei nerd, o dei semplici curiosi, una visitina a questa nuova sezione Spazio del Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano è caldamente consigliata, dal momento che è in grado di offrire contenuti su più livelli e adatti per ogni palato.

Tutte le informazioni su location e orari le trovate sul sito ufficiale del Museo, dove sono tra l’altro illustrate anche una serie di attività speciali a tema “stellare” destinate ai visitatori dell’area. Non mi resta che auguravi buona visita, e che la Forza sia sempre con voi.

Area Spazio 01

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June 3rd 1965, over New Mexico

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Si ringrazia per le immagini il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci