Sapete cos'è il jet set?

di Redazione

Sapete che cos’è il jet set? Il termine è stato coniato in omaggio al barone Hans Heinrich Thyssen-Bornemisza de Kászon (Scheveningen, 13 aprile 1921 – Sant Feliu de Guíxols, 26 aprile 2002), imprenditore e collezionista d’arte olandese naturalizzato svizzero, di origine tedesca-ungherese. Il barone era solito arrivare a St. Moritz proprio con il suo jet privato.  Il “jet set” è quindi, dalla fine degli anni ’50, un modo per descrivere persone ricche che conducono una frizzante social life, in località difficilmente raggiungibili dalle persone comuni. Un’abitudine di viaggiare da una città prestigiosa ad un luogo esotico e vice versa, in poche ore, con aerei jet appunto.

von thyssen - barone

Il jet set nei vari decenni è mutato, ha cambiato pelle, ma mai è scomparso. Nei vecchi alberghi di St.Moritz, la perla dell’Engadina, si racconta ancora di quando l’Avvocato Agnelli arrivava per sciare sulle piste del Corvatsch in poche ore, non in jet ma con il suo elicottero, per poi ritornare a Torino a presiedere una riunione al Lingotto.

Ancora oggi St.Moritz è teatro di segreti incontri tra tycoons, ed è costantemente presa d’assalto da chi la crisi non la conosce e forse l’ha invece alimentata a nostre spese. Per capirci, e andare su informazioni concrete: un appartamento in città e limitrofi, sui 100mq, non è in vendita al di sotto del milione di euro. Per una casa indipendente ce ne possono volere diversi, di milioni.

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A fine agosto ci sono alcune manifestazioni che rivitalizzano la stagione estiva della valle svizzera: dalle stratosferiche auto d’epoca di “Passione Engadina” alle mostre dei St.Moritz Art Masters. Non esiste posto al mondo dove sia possibile vedere contemporaneamente tante Mercedes AMG, Ferrari e Maserati girare per le strade. Gli alberghi 5 stelle lusso sono con le luci accese: lo storico Badrutt’s Palace, il Kulm, il Kempinski, il Carlton, e il più elegante e discreto di tutti, il Suvretta. Per soggiornare una notte è difficile spendere meno di 400 euro. In inverno siamo sui 1000. Per una cena invece se ne parla dai 200 in su.

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Questi evidenti limiti (per chi non guadagna uno stipendio a 6 zeri) operano una selezione di ceto altissima, ed è allora che prendendo un drink nei club più chic della città, come il Diamond o lo storico Dracula (il cui Presidente è oggi Rolf Sachs, il figlio di Gunther Sachs), non è difficile imbattersi in chi possiede parte del debito pubblico di qualche paese o fa parte dei “Cavalieri di Malta”, o altro ordine massonico. Sembrano frasi fatte, accadimenti di un’altra epoca. Ed invece succede oggi. Di decennio in decennio si decreta la fine di quest’epoca che invece non finisce mai. Il capitalismo continua ad accartocciarsi su se stesso, ci sono ricchi sempre più ricchi. Sempre di più. E di converso i poveri sono sempre più poveri. E ogni occasione è buona per fare una bella cena di beneficenza, esclusiva, con un dress code severo.

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Pensare che un giovane artista indiano, in mostra in questi giorni agli Art Masters, mi ha chiesto stupito dove si trovassero le slums di St.Moritz (come se non fosse possibile l’esistenza di una città al mondo senza sobborghi malfamati).

Non ci sono giudizi da dare, perché la qualità degli eventi e delle manifatture (qualsiasi esse siano) è impeccabile, ci sono solo constatazioni da fare. C’è da constatare che un consulente finanziario di nome Roland Berger possiede più di 20 opere di Alberto Giacometti, aka lo scultore più importante e caro del ‘900. Una collezione che quasi nessun museo si potrà mai permettere, considerando che quasi tutti questi lavori partono dai 20 milioni di euro in su. C’è da constatare che aziende come Mercedes si preoccupano di mantenere vetture 5000 di cilindrata oltre i 150.000 euro, perché in soli dieci giorni riescono a venderne oltre 50 (io non ve l’ho detto). C’è da constatare che l’amministratore delegato della più celebre casa orologiaia svizzera decida di non vendere il modello di punta dell’anno (un incredibile intruglio di complicazioni del valore di circa un milione di euro) a Roman Abramovich (pronto con l’assegno in mano) perché considerato ambasciatore non “sufficientemente elegante” per il brand.

C’è da constatare come le differenze tra ricchi e poveri siano sempre più folli e assurde. O forse, che tutto è sempre stato così. Solo che oggi, il jet set ci fa ancora più effetto.

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Foto scattate durante i St.Moritz Art Masters 2014.
La scultura in oro è del designer Arne Quinze, installata al Badrutt’s Palace.