L'indiscutibile valore del Festival del Cinema di Locarno

peddi @Andrea Peduzzi 

Col Festival del film di Locarno ho un rapporto speciale. La prima volta che mi sono avvicinato alla rassegna svizzera avevo appena diciotto anni, e ricordo che rimasi molto colpito dall’atmosfera informale e amichevole di quei paraggi. Oggi, arrivato senza un filo di fiatone alla sua sessantasettesima edizione (la prima risale addirittura al 1946), il Festival del film di Locarno è cresciuto parecchio, ospita regolarmente film e star di primissimo piano e non ha nulla da invidiare alle più blasonate rassegne di Venezia, Berlino o Cannes.

Eppure, nonostante la crescita evidente, il festival è ancora a misura d’uomo, e permette ai suoi frequentatori di passare intere giornate immersi nei film facendo spola tra le sale senza salti mortali, considerato che l’incantevole cittadina si gira tutta comodamente a piedi.

Ma non è solo una questione geografica: a Locarno il mondo del cinema è davvero a portata di mano, e bighellonando per strada o bevendo una birretta al bar non è difficile incrociare questa o quella celebrità, e magari scambiarci pure due chiacchiere. Per buttarla sui paragoni, il festival svizzero è la controparte europea del Sundance, con cui condivide la freschezza delle proposte e il punto d’osservazione privilegiato sulle nuove tendenze cinematografiche.

Questa sessantasettesima edizione del festival, la seconda diretta dal torinese Carlo Chatrian, è stata come al solito ricca di eventi, masterclass e tavole rotonde che hanno affiancato le sezioni tradizionali “Concorso Internazionale”, “Cineasti del Presente” e “Pardi di Domani”; tutti elementi che fanno di Locarno un appuntamento imperdibile per gli amanti del cinema, nonché la dimostrazione vivente – non me ne voglia Orson Welles – che sul piano culturale la Svizzera non produce solamente i famigerati “orologi a cucù!”.

Di seguito segnaliamo alcuni tra gli appuntamenti più interessanti della rassegna di quest’anno, mentre a questo indirizzo potete trovare il palmarès completo.

Locarno 02

LUCY, DI LUC BESSON

L’onore di aprire ufficialmente il 67° Festival del Film di Locarno è spettato a Lucy, di Luc Besson, presente in Piazza Grande per introdurre la pellicola. Il film è un thriller fantascientifico interpretato, tra gli altri, da Morgan Freeman e Scarlett Johansson, tornata da protagonista al genere action dopo i recenti successi targati Marvel.

Lucy è senz’altro un blockbuster, e magari a qualcuno potrebbe sembrare fuori posto in una rassegna del genere. Ai puristi dell’essai ansiosi di storcere il naso vorrei tuttavia ricordare che Locarno non è nuova al cinema popolare (o commerciale, che dir si voglia), considerato che già in passato ha ospitato pellicole come Cowboys & Aliens, Super 8 e, nel lontano 1998, addirittura Tutti Pazzi per Mary.

 

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IL NUOVO CINEMA INDIPENDENTE AMERICANO

Quasi a voler sottolineare la sua fratellanza con il Sundance, il festival di Locarno anche quest’anno ha ospitato diverse pellicole provenienti dal nuovo cinema indipendente americano. Proprio dal festival di Redford proviene Listen Up Philip, di Alex Ross, (in lizza nella sezione Concorso Internazionale), che annovera nel cast gente come Jonathan Pryce, Elisabeth Moss (la Peggy di Mad Men, per intenderci) e Jason Schwartzman, che dopo la serie Bored to Death torna a vestire i panni di uno scrittore in crisi creativa. Altra pellicola da tenere d’occhio è Buzzard, opera seconda di Joel Potrykus, che proprio a Locarno, due anni fa, si portò a casa il premio di miglior regista esordiente con Ape. Buzzard, in concorso nella sezione “Cineasti del Presente”, racconta la vita e i tormenti interiori di un giovane impiegato di banca, interpretato da Joshua Burge.

 

ARGENTO DARIO

DARIO ARGENTO E LA RETROSPETTIVA TITANUS

Gli amanti dell’horror che bazzicano Locarno hanno molto apprezzato la presenza in città di Dario Argento, ospite della più ampia retrospettiva dedicata alla casa cinematografica italiana Titanus, che tra le altre cose ha avuto il merito di produrre i primi film del regista romano. A Locarno Argento ha portato il suo cult del 1970 L’uccello dalle piume di cristallo, nonché una serie di cortometraggi mai mostrati al di fuori dall’Italia.