Batman invecchia, ma tiene botta

peddi @Andrea Peduzzi

Quest’anno ricorre il settantacinquesimo anniversario della nascita di Batman. Già, settantacinque anni, tanti ne sono trascorsi da quando il vigilante notturno ideato da Bob Kane e Bill Finger ha fatto la sua prima comparsa sulle pagine della rivista Detective Comics (sul numero 27 datato maggio 1939, per essere precisi). Da allora di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia, e la storia dell’uomo pipistrello ci è stata raccontata innumerevoli volte da autori che hanno reinterpretato il personaggio a modo loro, adattandolo via via ai tempi correnti. Proprio come si fa con i miti, in fondo.

Personalmente – devo ammetterlo e non me ne vogliano gli appassionati veri – Batman sui fumetti l’ho frequentato poco, ma ho avuto modo di incapparci spesso al cinema, in televisione o nei videogiochi. Questa settimana, attraverso CHOOZEit, desidero celebrare il compleanno del cavaliere oscuro ricordando i miei momenti migliori in sua compagnia. Se poi desiderate qualcosa di più ufficiale, potete fare un salto sul sito celebrativo targato Warner.

Batman - La maschera del fantasmaIl BATMAN DI TIM BURTON E RELATIVO SEQUEL

Nel 1989 ero un ragazzino: frequentavo le medie, giravo in bici e Tim Burton manco sapevo chi fosse. Anche su Batman non ero molto ferrato: giusto qualche pomeriggio con la serie degli anni Sessanta e i cartoon della Justice League (meglio noti dalle nostre parti come I Superamici). Insomma, avevo in testa un’immagine all’acqua di rose del personaggio, e ignoravo che Frank Miller lo aveva appena restituito alle tenebre attraverso un’opera durissima come Il ritorno del Cavaliere Oscuro. Per questa e altre ragioni la visione del Batman di Burton fu un discreto shock. Il film abbondava di violenza e cinismo, e galleggiava in un’atmosfera grottesca valorizzata da singolari scelte di cast (Keaton e Nicholson su tutti, ovviamente) e da una rappresentazione del Joker cruda, lontana anni luce dal mio immaginario. Fu una rivelazione, una scommessa vinta che trovò conferma qualche anno dopo con Batman Returns (1992), nel quale Burton, ormai salito al rango di celebrità, ebbe modo di sfogare tutta la sua poetica (anni prima che diventasse maniera) costruendo una Gotham City gotica e dickensiana insieme, e azzeccando un cast senza eguali, con in testa Michelle Pfeiffer/Catwoman e Danny DeVito/Pinguino.

Batman Returns è un sequel che supera l’originale sotto ogni aspetto, cosa che non si può dire delle successive pellicole dirette da Joel Schumacher, talmente brutte e kitsch da far salire brividi d’imbarazzo.

Ad ogni modo i film furono un enorme successo, e contribuirono al rilancio del personaggio tra il grande pubblico generando una serie di prodotti legati al franchise. Tra i tanti vale senz’altro la pena citare l’eccellente serie animata del 1992, culminata nel lungometraggio La Maschera del Fantasma, una delle migliori trasposizioni di Batman in senso assoluto.

 

Batman Arkham AsylumBATMAN ARKHAM ASYLUM E RELATIVI SEQUEL

A tutt’oggi ricordo ancora abbastanza bene il mio primo videogioco a tema Batman; si tratta(va) di Batman: The Movie per C64, il tie-in ufficiale del film di Burton sviluppato da Ocean: il classico multievento tipico dell’epoca, piuttosto ingessato e dimenticabilissimo.

In seguito il mio rapporto con i videogiochi di Batman è stato abbastanza sporadico: un picchiaduro su Super Nintendo di qua, un platform su Game Boy di là, tutto caruccio, ma senza picchi, almeno fino a Batman: Arkham Asylum (2009), sviluppato dai ragazzi inglesi di Rocksteady Studios, che infischiandosene bellamente dei film di Nolan e relative licenze, hanno dato la loro personalissima interpretazione di Batman, azzeccando completamente la formula (e la grafica) del personaggio. Arkham Asylum è sostanzialmente un action adventure alla Zelda contaminato con i picchiaduro e gli stealth, e pesca a piene mani dal repertorio di villain della saga proponendo una versione del Joker diabolica e senza compromessi, anche se a guadagnarsi il primo posto nell’immaginario comune (maschile) è stata quella zozzona di Harley Quinn. Asylum ha avuto due sequel: Arkham City, con uno scenario più ampio e aperto, e Arkham Origins, (in verità un prequel, sviluppato da WB Games Montréal), mentre per il 2015 è atteso Batman: Arkham Knight, sempre di Rocksteady, che traghetterà il personaggio sulle console next-gen (agevolo il trailer di annuncio, vecchiotto ma sempre fantastico).

 

The Dark Knight RisesIL CAVALIERE OSCURO – IL RITORNO, E RELATIVI PREDECESSORI

Con i Batman di Christopher Nolan ho un rapporto complesso. Il primo, Begins, l’ho trovato buono, ma sostanzialmente un compitino ben fatto. Il secondo, Il cavaliere oscuro, mi è piaciuto assai di più, al netto di qualche problema di ritmo e della logorrea. Il terzo e ultimo, Il cavaliere oscuro – Il ritorno, è senz’altro il mio favorito: una buona sintesi dei primi due, stilisticamente parlando, in cui Nolan è evidentemente riuscito a domare e a mettere in fila tutte le sue idee.

A conti fatti questa nuova trilogia di Batman rappresenta un ottimo modo per riportare in auge il personaggio: estetica azzeccata, gran cast (in tutti e tre i film) e regia a tratti eccellente, a dimostrazione che anche un fighetto della macchina da presa è in grado di fabbricare delle buone scene d’azione, se lo desidera. Scene che, tra l’altro, diventano particolarmente fisiche e robuste in presenza di Bane, il mio villain preferito di questa saga, al netto del pur ottimo Joker di Ledger.

Resta il problema di fondo, che per alcuni non è un problema, ma per me un po’ sì: la trilogia di Nolan sembra avere qualche grana a sporcarsi davvero le mani con il mondo dei supereroi, e a conti fatti tutti e tre i film potrebbero stare benissimo in piedi senza maschere e mantelli in mezzo alle scatole. Nolan predilige evidentemente la roba grave, e gira film molto, molto diversi dalle scanzonate pellicole Marvel, prendendo le distanze dall’estetica più pop dei fumetti. L’unico problema è che, così facendo, tradisce un pochino lo spirito dei suoi personaggi, pur confezionando – sia chiaro – delle opere di qualità.