[SUNDAY BOOKS]: 3 libri che vi renderanno migliori le vacanze

avatarsbertagnadi Sabine Bertagna

I libri hanno da sempre occupato uno spazio importante all’interno delle mie valigie, che fosse un viaggio più o meno lungo. Importante non solo nel senso di fondamentale per la mia anima, ma proprio come massiccia occupazione del territorio. Prima di entrare in possesso del Kindle (che non mi ha impedito di continuare a desiderare e acquistare libri cartacei da annusare e divorare) la lotta per far entrare il maggior numero di libri nel mio bagaglio era furibonda. Metti caso che poi li leggo tutti? Mi è successo durante il viaggio di nozze, quando sull’isola di Puket ho impietosito una ragazza che mi ha ceduto un giallo di Agatha Christie, che aveva appena finito di leggere. Ero in crisi di astinenza. Il libro giusto rende sicuramente la tua vacanza migliore. In un certo senso la completa. Penso a quando mi sono sdraiata su una spiaggia della Spagna del Nord e ho letto la prima pagina di “Molto forte ed incredibilmente vicino”. Fottuto genio, ho pensato mentre mi pregustavo uno dei libri più incredibili mai letti. Ero in Grecia quando divorai “Il dolore perfetto” di Riccarelli, in Austria quando lessi per la prima volta “La ciociara” di Moravia. In Norvegia, ad Oslo, ho dimenticato “Lei” di Clewes Quentin in un affittacamere, in Bretagna la pioggia frequente mi ha concesso di sprofondare ne “I sei sospetti” di Swarup regalandomi il sole che non c’era. E poi ancora, tantissimi libri che mi scorrono come ricordi inscindibili dai luoghi visitati. Ne ho scelti tre. Per un motivo o per un altro, i miei preferiti. E i vostri?

image1) Don Wilson, “Il potere del cane”, trad. G.Costigliola, Einaudi

Wilson è un autore che mi ha creato una pericolosa dipendenza. Perfetto da leggere in vacanza. Il primo amore si chiama “L’inverno di Frankie Machine” e tale resterà anche quando avrò esaurito le opere di Don (spero in un futuro lontanissimo). Rude e romantico, con un personaggio “cattivo” del quale ti innamori subito. Ricordo in quell’occasione di essermi detta che non avrei più potuto fare a meno di leggere un suo libro in ogni mia vacanza. “Il potere del cane” mi ha accompagnato in un caldissimo giro dell’Andalusia. Rispetto a Frankie Machine è un romanzo più articolato e intreccia con disinvoltura ellroyana personaggi, trame e tresche. Sullo sfondo la guerra americana al traffico internazionale di droga. Una guerra in cui è difficile distinguere i buoni dai cattivi perché su ogni cosa aleggia sfrontata la legge della sopravvivenza. Nessuno è innocente. Tanta solitudine e molti stratagemmi per combatterla. Personaggi indimenticabili (tra cui anche uno femminile strepitoso). A Jerez de la Frontera, sul bordo di una piscina, avevo un solo martellante pensiero. Arrivare all’ultima pagina di questo libro. Per riprendere a respirare.

image (1)2) Daria Bignardi, “Un karma pesante”, Mondadori

E’ pazzesco come a volte riusciamo a trovare nei libri, un po’ di conforto alle nostre inquietudini personali. Specchiandoci nelle sfumature, improvvisamente così nitide. Eugenia, la protagonista indiscussa di questo romanzo, era perfetta per il momento che stavo vivendo. Ero in vacanza. Di quelle vacanze in cui tutto sembra al posto giusto. Non hai motivi apparenti per non essere felice e poi ti ritrovi risucchiata senza volerlo nel vortice dei tuoi pensieri. Eugenia non ha evidenti motivi per non essere felice. Ha Pietro e due bambine, Rosa e Lucia. Ma l’amore che prova per loro è imperfetto. Scalfito da un passato movimentato nel quale da adolescente e da innamorata ha rincorso senza sosta la sua vera identità. Chi è veramente Eugenia? Da che cosa sta fuggendo? Che cosa le manca per essere felice? Mi facevo tutte queste domande con lo sguardo a picco su un tramonto delle Canarie. La roccia nera e le onde ribelli sembravano suggerirmi le risposte. Io ed Eugenia, nel frattempo, eravamo diventate amiche.

image (2)3) Sandro Veronesi, “Brucia Troia”, Bompiani

Stavo facendo la valigia per Malta e tra i libri prescelti ci infilai anche questo. “Brucia Troia” di Sandro Veronesi. Lo stavo portando in vacanza non senza alcune comprensibili remore. Avevo amato “Caos calmo” ed ero consapevole che sarei potuta incorrere in una delusione. Difficile replicare un romanzo così completo e, per certi versi, devastante. Eppure, a suo modo, “Brucia Troia” mi ha totalmente spiazzato. Un’incredibile scoperta. Per la modalità nella quale viene utilizzato l’elemento linguistico, completamente piegato ad una narrazione che freme e ferve in ogni sua virgola. E per i personaggi assurdi e fanatici che popolano una storia fatta di contrapposizioni e conflitti sociali. Dovessi descriverlo in una manciata di parole direi fulminante e divertente. E’ stata una piacevolissima compagnia in uno dei miei posti di mare preferiti di sempre. Sono stata più a Malta che in qualsiasi altra spiaggia italiana. E di conseguenza ho letto più libri lì che in qualsiasi altra vacanza.