[SUNDAY BOOKS]: libri da morire

paola rinaldidi @Paola Rinaldi

Chissà perché uno si immagina sempre che lavorare nel mondo dei libri sia roba da asceti, mistici e misantropi; tristi e pantofolai, ovviamente. Invece no! L’esercito di freaks che si occupa di libri rischia la vita ogni giorno, mette a repentaglio la propria salute, fisica e mentale, e non si contano i cadaveri di chi, a fine giornata, non ce l’ha fatta. O di chi ce l’ha fatta, dipende dai punti di vista. Non ci si crede eh?! E allora, fuori le prove. Tre, come ogni settimana!

fratello kemal1) Jakob Arjouni, FRATELLO KEMAL, Marcos y Marcos, trad. G. Maneri

Il detective privato Kemal Kayankaya  vive con la sua Deborah da anni e sta seriamente pensando a diventare padre. Certo, alcune cose lo fanno ancora arrabbiare, come i papponi. E quando trova la figlia minorenne della sua cliente costretta con l’inganno a prostituirsi accanto al cadavere di un suo probabile cliente, stende il magnaccio Abakay che arriva nella stanza  e passa oltre. Lo attende un nuovo incarico prestigioso: guardia del corpo di un importante scrittore marocchino che deve presentare la sua opera controversa sull’omosessualità nel mondo arabo alla Fiera del Libro di Francoforte. Ma Kemal capisce in fretta che le minacce dei fondamentalisti islamici sono solo una grande montatura pubblicitaria dell’editore: lo scrittore non corre alcun pericolo reale. O meglio: non l’avrebbe corso, se non avesse una guardia del corpo che ha addosso gli spacciatori islamici del giro di Abakay, poco inclini allo scherzo. Che farà Kemal, tra scrittori isterici, editori frivoli e spietati killer che minacciano lui e la sua compagna? Kemal guarda quasi divertito alla realtà, ma non perde la bussola né il suo senso della giustizia. C’è tutta la vitalità di Arjuoni, nonostante la sua morte prematura nel 2013: questo sanno fare i bei libri, rendono i loro autri immortali.

i poeti morti2) Björn Larsson, I POETI MORTI NON SCRIVONO GIALLI, Iperborea, trad. K. De Marco

Jan Y. Nilsson è un grande poeta: vive su una barca come un eremita, non ha una vera fidanzata e ha trascorso dieci anni in povertà assoluta. Anche il suo editore, Karl Petersén, ha pubblicato sempre solo letteratura di altissimo livello. E tuttavia, un po’ d’invidia c’è, a vedere quegli  scandinavi che svettano nelle classifiche mondiali. Urge un cambiamento: qualità sì, ma anche successo popolare! Petersén è riuscito a convincere Nilsson a scrivere un bel giallo e lo ha già venduto agli editori di tutta Europa. È un thriller che si basa su scottanti verità che faranno tremare l’alta finanza svedese. Petersén vuole solo assicurarsi che Nilsson abbia firmato il contratto, ma lo trova impiccato sul suo peschereccio. Si è suicidato? O è stato ucciso? Il commissario Barck, poeta mancato, non ha dubbi: i poeti si suicidano, si sa! Eppure i moventi per un omicidio non mancano: il lauto compenso per Nilsson o il pericoloso materiale raccolto da Jan per il romanzo… Questa ironica “ specie di giallo” (questo il sottotitolo al romanzo) prende in giro il mondo a cui appartiene, un mercato editoriale che vive per il best seller ad ogni costo, ma indaga anche l’atto dello scrivere e della vocazione artistica (“la poesia dev’essere verità”). E solo un poliziotto poeta può provare a dare un senso a questo caso che si complica ad ogni pagina. Grande ritmo, vera poesia!

i-libri-di-luca-mikkel-birkegaard3) Mikkel Birkegaard, I LIBRI DI LUCA, Longanesi, trad. E. Kampmann

Luca Campelli ha una libreria antiquaria a Copenhagen: I libri di Luca. Quando Luca muore improvvisamente tra i suoi libri, come da tradizione la libreria passa al figlio Jon ,avvocato in carriera, con cui i rapporti si erano interrotti anni prima. Ma insieme alla libreria, arriva a Jon una verità insospettata e insieme un compito importante: Luca era il capo della Società Bibliofila costituita dai Lectores, capaci di influenzare gli altro mediante la lettura. Quando la libreria va a fuoco senza motivo, Jon comincia a sospettare che ci sia una pericolosa lotta di potere all’interno della Società e toccherà proprio a lui risolvere quest’enigma mortale. Un thriller che ci prende dentro tutti: noi che scriviamo, che pubblichiamo, ma soprattutto noi che leggiamo, perché nostro è il potere. L’atto della lettura è il vero grande mistero, un’alchimia che si scatena tra chi legge e ciò che viene letto: come a dire, ad ognuno il suo destino, ad ognuno il suo libro!