[SUNDAY BOOKS]: libri a regola d'arte

paola rinaldidi @Paola Rinaldi

Ultimamente s’è fatto un gran parlare di arte: chiediamo risarcimenti perché si è sottovalutato il nostro patrimonio artistico, ma poi rischiamo di conoscerlo sempre meno. Gli scrittori si sono spesso occupati di arte: in fondo, anche la letteratura è espressione dell’animo umano, tanto che, per essere sicuri di vincere una guerra ed annientare il proprio nemico fino a cancellarne ogni traccia di passaggio su questa Terra, si bruciano i libri e le tele dei dipinti, si abbattono musei, si distruggono sculture e monumenti. Onde evitare che si vadano perse ancora tracce del passaggio umano sul pianeta, ecco tre autori che scrivono ad arte dell’arte (e non la mettono da parte).

monumentsmen1) Robert M. Edsel con Bret Witter, MONUMENTS MEN, Sperling & Kupfer, trad. D. Fasic

Questo non è un romanzo: ciò di cui racconta è accaduto realmente, negli ultimi due anni della Seconda Guerra Mondiale, per volere di Roosevelt in persona. Nella migliore tradizione della saggistica anglosassone, tuttavia, la ricerca di Edsel scivola via come un romanzo che sembra un thriller, grazie anche alle lettere dei soldati, alle foto, alle testimonianze dirette, agli aneddoti che rendono la Storia un po’ più… storia. Per la serie “anche i nerds vanno in guerra”, ecco a voi la Divisione Monumenti (Monuments Men suona meglio, ma quella era!): intellettuali, artisti, direttori e conservatori di musei  vengono arruolati nell’esercito, senza troppi mezzi né grandi numeri, per salvaguardare le opere d’arte (dipinti, arazzi, statue, palazzi e molto di più) che i nazisti avrebbero voluto trafugare o distruggere. Se inizialmente l’obiettivo è di limitare i danni dei combattimenti, alla fine i nostri eroi si concentrano sulla localizzazione dei beni rubati: in una caccia al tesoro in cui chi perde, perde per sempre, gli uomini della Monumenti, con l’aiuto di parroci, archivisti, semplici amanti dell’arte, uomini che rischiano la pelle (come l’impiegata francese Rose Valland), recuperano opere di Michelangelo, Leonardo, Donatello, Vermeer, Rembrandt, van Eyck e molti altri, e senza di loro a Le Gleize avremmo un bel museo ma con una Madonnina in meno.

camillericreaturadesiderio2) Andrea Camilleri, LA CREATURA DEL DESIDERIO, Skira 

Oskar Kokoschka termina nel 1914 “La sposa del vento”, un uomo e una donna nudi avvolti in una specie di letto-nuvola. La conclusione del capolavoro coincide con la fine del legame tra Kokoschka e Amanda Mahler, l’affascinante e desiderata vedova di Gustav Mahler, e sembra racchiudere tanto la forza e il tormento dell’espressionismo di Kokoschka come pure la passione violenta, l’eros acceso e i desideri estremi che hanno caratterizzato i tre anni di vita dei due amanti. Perché per Oskar c’è stata poca felicità: una gelosia patologica, un senso malato di possesso hanno rovinato l’amore per Amanda, a cui l’artista non perdona il libero temperamento. Morire in guerra sembra una buona alternativa, però Kokoschka ha la sfortuna di sopravvivere senza aver mai smesso di pensare ad Amanda. E allora, trova una soluzione da artista (su cui avrebbe dovuto mettere il copyright…): si fa confezionare una bambola con le fattezze di Amanda e con lei vivrà a lungo, in un’ossessione morbosa spinta oltre ogni limite. Pescando dai documenti di vita realmente vissuta e dai dialoghi di due opere teatrali dello stesso Kokoschka, Camilleri è abilissimo nel confondere realtà e finzione, in un romanzo dalla forte tensione erotica che coinvolge tutti i sensi e tutte le arti (non solo amatorie).

ragazzaorecchinoperla3) Tracy Chevalier, LA RAGAZZA CON L’ORECCHINO DI PERLA, Neri Pozza, trad. L. Pugliese, ed. speciale in occasione dell’omonima mostra a Palazzo Fava a Bologna

Griet è una giovane ragazza che prende servizio a casa Vermeer: un bel salto di qualità, visto che passerà dalla cucina all’atelier dell’artista, a cui non è permesso mettere piede nemmeno ai suoi più fidati collaboratori, per tacere della moglie. Quando poi tra Griet e Vermeer si stabilisce un rapporto di complicità (velatamente erotica) e comprensione reciproca, l’atmosfera si fa tesa ed è quasi un miracolo che il pittore riesca a finire il ritratto di Griet a cui sta lavorando, anche perché in quel bel quadro manca qualcosa… E’ Griet che intuisce la necessità dell’orecchino prima che ci arrivi il Maestro! Se il potere dell’Arte risveglia in Griet una consapevolezza di sé che le era sconosciuta, è la Vita che offre all’Arte la completezza, verrebbe da dire. Un romanzo che è anche forse una storia d’amore, ma che soprattutto ha la passione per le idee, che spaziano dalle dinamiche dell’arte e dell’artista alle rivendicazioni di questi nei confronti della vita, passando per la lotta delle donne per collocare i propri valori all’interno di una gerarchia maschile, il tutto nella Delft del XVII secolo. E solo dieci anni dopo la cacciata di Griet dalla casa, sapremo chi è il vero sconfitto. E non sarà né l’Arte né la Vita.