Siamo tutti collezionisti?

bendettadi @Benedetta Bottarelli Bernasconi

Provate a mescolare il genio di Marcel Duchamp, il minimalismo di Donald Judd, e gli oggetti kitsch e strampalati di Jeff Koons: otterrete i capolavori senza tempo di Haim Steinbach. Opere rivoluzionarie create con oggetti quotidiani, acquistati ai mercatini delle pulci e al supermercato, trovati in casa o prestati da amici e collezionisti, disposti poi ordinatamente su mensole laminate dalle tinte fluo. Quel genere di opere che ad un’occhiata superficiale potrebbe farvi esclamare: “Ma questa è arte? Sembra la mensola di casa mia…”, e in un certo senso avreste anche ragione. Steinbach si domanda se c’è differenza tra ambiente domestico e contesto artistico, se non comportano entrambi l’esposizione di oggetti carichi di significato. “Siamo tutti collezionisti – spiega – è parte della nostra natura! E viviamo in una società in cui lo shopping è una forma di collezionismo.” Nelle sue opere si possono trovare giocattoli, scarpe da ginnastica, scolapasta, scatole di cereali, tutti oggetti che vediamo ogni giorno e ignoriamo. La nostra società è tutta merci e beni di consumo, che desideriamo, compriamo e poi gettiamo appena esaurita la loro funzione. Per Steinbach sono invece ancora preziosi. In un’intervista ha spiegato: “Gli oggetti quotidiani prodotti dalla nostra società possono essere trasformati in oggetti del desiderio più di una volta. Sto cercando di mostrare che un oggetto può essere consumato non in una volta soltanto e desiderato in più di una maniera.”

2. basics, 1986 - Press PageHaim Steinbach basics 1986 Plastic laminated wood shelf; polyester, plastic and foam “Parabears” in cotton camouflage uniforms, felt hats; vinyl and metal bear 76.2cm x 134.6cm x 31.8cm Courtesy of the artist

La Serpentine gallery di Londra celebra questo grandissimo artista con una meravigliosa mostra che ripercorre tutta la sua carriera: dai primi dipinti minimalisti degli anni ’70 alle ultime teche e mensole costruite con maschere dell’uomo ragno o rami intrecciati. La chicca? Non dimenticativi di portare la vostra saliera e pepiera. L’artista infatti ha invitato il pubblico ad esporre questi oggetti, carichi di una loro storia precedente, per sottolineare la connessione che si crea tra spazio privato e sfera pubblica. Sovverte totalmente le regole alla base delle gerarchie di giudizio estetico, scoprendo i diversi significati che possono esserci in un oggetto quotidiano che si trova in un nuovo ordine. Sconvolge la nostra quotidianità, mostrandoci semplicemente ciò che ci circonda e ciò che siamo.

Haim Steinbach- Once again the world is flat

5 marzo – 21 aprile

Serpentine gallery

Londra

 

5. Shelf with Annie Figurine, 1981 - Press Page