I TRE MIGLIORI HAMBURGER DA FAST FOOD DISPONIBILI IN ITALIA

ped-profilodi Andrea Peduzzi 

Stamattina, bighellonando sui social network, sono finito su un articolo che stilava la classifica dei migliori hamburger di Milano. Ora, io da parecchio tempo sono quello che si potrebbe definire un “cercatore di hamburger”, e la suddetta classifica mi ha fornito la conferma che, da qualche anno a questa parte, anche in Italia è possibile assaggiare degli hamburger artigianali filologicamente corretti e in linea con gli standard americani. Insomma, che c’entrino o meno gli hipster, è successo che gli hamburger alla fine sono diventati di moda anche qui da noi, e questo li ha sgrezzati da errori grossolani come carni troppo magre, pane all’italiana e immonde sottilette al posto di cheddar & compagnia. Sottilette nel migliore dei casi, eh, perché qualche volta mi sono imbattuto anche in emmenthal, casera o caciocavallo: formaggi assolutamente squisiti se serviti al tagliere, ma assolutamente irragionevoli dentro a un hamburger. E così, si diceva, finalmente oggi posso mangiare un buon hamburger senza volare negli USA, con l’unica accortezza di stare alla larga da certi locali fighetti dai prezzi assurdi che vorrebbero trasformare in lusso un piatto assolutamente popolare (che quando sento parlare di “hamburger slow food” mi vengono i brividi).

Detto questo, probabilmente penserete che sono un fissato, ma per tutti questi anni la mia non è stata semplicemente la ricerca di una pietanza, quanto semmai di un simbolo, di una chiave gastronomica per accedere a una cultura formalmente non mia, quella americana, a cui tuttavia appartengo (apparteniamo) fin dall’infanzia. Una cultura pop a base di film, telefilm, musica e fumetti cui la mia generazione è stata sovraesposta, finendo col definirne l’identità. L’hamburger si è così affiancato a pizze, pasta e focacce, intrufolandosi nel mio – e magari nel vostro – immaginario attraverso opere come Popeye, Happy Days, Beverly Hills 90210, Gilmore Girls, How I Met Your Mother (magistrale la scena in cui Marshall assapora il “best burger in New York” citando il Salieri di Forman), e naturalmente il celeberrimo “Royale with Cheese” di Tarantino.

Eppure, nonostante l’abbondanza odierna, non intendo dimenticare i tanto vituperati (e certamente malsani, chi lo nega?) fast food, che per anni mi hanno servito hamburger industriali comunque gustosi, seppur nettamente diversi da quelli artigianali, e che ancora adesso rappresentano una risorsa insostituibile per placare la mia voglia di junk food. Così, dal momento che un vero cercatore non volta le spalle ai vecchi amici, ho deciso di selezionare per voi i migliori hamburger da fast food disponibili in Italia.

 

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1. CRISPY McBACON

Ora, avete presente la tirata di poco fa sul cibo popolare eccetera eccetera? Beh, scordatevela per un momento, perché in questo caso siamo di fronte un vero e proprio lusso. Crispy McBacon, probabilmente il top di gamma di McDonald’s Italia, non è un hamburger che sazia, quanto semmai un delizioso snack da accompagnare a un menù più nutrito; un piccolo piacere da assaporare a stomaco quasi pieno, per poterne apprezzare la delicatezza e il gusto sopraffino senza affogarli nel troppo appetito. Merito del bacon croccante, del pane al sesamo, ma soprattutto di una salsa inimitabile che, una volta assaggiata, resta impressa per tutta la vita generando dipendenza. Una dipendenza di quelle che valgono la pena.

 

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2. WHOPPER

Al secondo posto di questa classifica infilo senza pensieri il celeberrimo Whopper di Burger King, da gustarsi possibilmente in versione “double” con annessi bacon e cheddar. Ora, per un po’ sono stato quasi tentato di far guadagnare al Whopper la pole position, ma alla fine l’ha spuntata il Crispy, anche se – sappiatelo – siamo davvero al limite dell’ex aequo. Ricordo come fosse ieri la prima volta che assaggiai questo meraviglioso hamburger: 1997, InterRail, Berlino, Alexanderplatz. Mentre dalle nostre parti McDonald’s proponeva ancora la sua primissima linea di prodotti puntando principalmente sul Big Mac, quei fortunati tedeschi potevano già assaporare quella che giudico, a tutt’oggi, la cosa più vicina a un hamburger artigianale mai prodotta da una catena di fast food. Che volete che vi dica: saranno pure aromi artificiali, sarà pure tutto quanto finto, ma la sensazione di grill c’è tutta, e non voglio indagare troppo sui perché e i percome. Detto questo, quando Burger King sbarcò finalmente in Italia ne divenni subito affezionato cliente, e in tempi relativamente recenti mi è persino capitato di festeggiare la vigilia di Natale con un bel Whopper. Per scelta, eh, mica per ripiego.

 

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3. BIG TASTY

Se un Crispy resta la cosa migliore che è possibile assaggiare da McDonald’s, certamente Big Tasty rappresenta il top della catena per quanto concerne il rapporto dimensioni/qualità/prezzo.

Sbarcato in Italia nei primi anni Duemila, Big Tasty rivoluzionò il meccanismo dei menù permettendo per la prima volta di saziarsi davvero con un solo panino. Difatti, le dimensioni di Big Tasty sono decisamente sopra la media di McDonald’s, così come pure il sapore, principalmente per merito di una salsa dai toni affumicati davvero eccezionale (anche se leggermente inferiore a quella del Crispy). Uniche pecche sono l’assenza del cheddar, sostituito da un formaggio un po’ meno gustoso, e la scarsa reperibilità. Mi spiego meglio: per qualche oscura ragione Big Tasty viene venduto solo durante certi periodi dell’anno, per lasciare spazio a qualche orribile porcata “glocal” come il McItaly. Che insomma, voglio dire, se pranzo in un fast food americano non voglio sentir parlare di asiago e bresaola finti, grazie.

Detto questo, a tutt’oggi la miglior combo da sfoggiare in un McDonald’s resta senza dubbio il Big Tasty Menù (con o senza bacon, ma rigorosamente grande) con Crispy a parte: roba da veri intenditori.

Nota di costume: del “cercatore di hamburger” esiste anche la variante “cercatore di ramen”, con annessi e connessi legati alla cultura giapponese. Tuttavia, di questo parleremo magari un’altra volta.