7 automobili che ti danno personalità

vincenzo pierridi Vincenzo Pierri

Ci sono certe cose nella vita che non cambieranno mai. Tipo mia madre che mi ripete un concetto venti volte, tipo Berlusconi che è immortale (speriamo di no, cazzo), tipo il panino dal kebabbaro il sabato notte alle quattro meno venti. E tipo pure gli stereotipi che incontri alla guida, con il connubio individuo-macchina che amplia il discorso della specie iniziato da Darwin. E lo amplia male.

 

1) MERCEDES: no, non è il nome di una spogliarellista ucraina che avete incontrato allo strip club l’altra sera. È l’auto preferita dalle famiglie rom, dai papponi (se di colore bianco) e più in generale dai parvenu (persona che ha acquisito una condizione economica e sociale superiore senza  adeguarsi ai modi e alle maniere del nuovo contesto di appartenenza) che invece prediligono il nero o il grigio metallizzato. Tra i requisiti necessari per comprarla è richiesta esplicitamente un’indole violenta.

2) SMART: molto in voga nell’universo femminile (l’avete vista nella versione “Hello Kitty”?) poiché non richiede particolari abilità alla guida avendo il cambio automatico. Se siete impedite va benissimo, è la vostra macchina. Poco più grande del cubo dei Transformers, vi lascerà sempre l’amaro in bocca (e una buona dose di bestemmie) quando vi sarete illuse di aver trovato un posto per parcheggiare.

3) SUV: parliamo sempre di donne. Stavolta di un marito ricco, probabile evasore fiscale. Girano in città con questi occhiali da sole enormi, volendo apparire sempre indaffarate nonostante la filippina sottopagata che a casa pulisce tutto. Quando vanno a prendere i figli a scuola, insieme alle altre mamme, fanno a gara a chi parcheggia meglio “alla cazzo di cane”. O era a spina di pesce?

4) MINI COOPER: il maschio che guida una Mini ha dovuto comprare la patente dopo aver tentato i quiz per un numero di volte pari alle pieghe del suo ego. Spesso tatuato, palestrato, con il jeans così stretto che gli si vede l’uccello, si crede in grado di muovere lo sterzo come il dualshock della playstation. Per non parlare della macchina in versione “carro funebre”, utile per andare a recuperare i corpi massacrati di un’invasione zombie.

5) 500’: la prima 500 era bellissima, ma ora la Fiat ha combinato un guaio mettendo sul mercato questa scatoletta di tonno che rappresenta l’essenza della collezione moda mare caprese, guidata dal ragazzo in bermuda e infradito con gli occhiali da sole a specchio. E poi la camicia per andare in discoteca. Nei pantaloni. Con i mocassini. Senza calzini. E la pashmina con quaranta gradi fuori. L’orrore.

6) PANDA: preferibilmente vecchio modello. Color granata. È la macchina preferita dei nonnetti che portano in giro i nipotini caricandoli sul parabrezza. Quando è di colore verdino, la troverete sicuramente in tangenziale mentre blocca il traffico, perché il nonno non trova il tabacchino, e tu hai fatto sicuramente tardi, e allora suoni il clacson. E magari lui ti fa il dito medio. E sono cose belle.

7) STATION WAGON: qui non è importante la marca ma la categoria. In questo caso più l’auto rispecchia le dimensioni di una nave da crociera, più chi la guida si arrogherà il diritto di sentirsi al centro dell’universo; come se esistesse solo lui. Facendo la fine di Schettino. Fuori dall’orario lavorativo viene utilizzata per lo più dai ragazzi, che per giustificare la propria bassezza (spesso anche morale) si fanno vedere con la station del papi il sabato sera. Ma non se li caca nessuno. Sbarbatelli.