GIÙ LE MANI DAI '90

di Redazione

Ho letto un articolo di VICE (ci vado ogni tanto, ma non mi puzza il fiato a dirlo). Una ragazzina parlava di anni ’90. Per scrivere il suo pezzo si è privata di tutta la tecnologia di cui disponiamo oggi, così da simulare una vera e propria settimana nei ’90, e verificare se davvero “si stava meglio prima” o è una cazzata. Senza entrare nel merito di questa discussione così petulante (la tecnologia va benissimo, è un mezzo, può essere usata benissimo o di merda, come tutto, e anche il buon Popper aveva preso delle cantonate entusiasmanti su questo tema) mi sono saltate in mente una serie di cose dei ’90 che davvero erano una bomba. La ragazzina del pezzo di VICE è classe 1993, quindi la sua adolescenza l’ha fatta più avanti. Io che invece sono nato parecchio prima li ho presi in pieno, e allora li devo difendere, come fossero figli miei.

Eccovi di seguito alcune cose che ho amato visceralmente dei ’90, che oggi non hanno più senso ma senza le quali la mia vita sarebbe stata peggiore.

 

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Il SuperNintendo. In assoluto la console che ha fatto il salto di qualità più alto rispetto alla precedente (l’8 bit, per chi se la ricorda). Nemmeno la Play sarebbe riuscita a tanto. Oggetto del desiderio di tutti i bambini e adolescenti e anziani del mondo. Per una manciata di mesi.

 

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Lo ZX Dio (Honda). Ora, mi rendo conto sia un discorso locale (i motorini cambiano molto a seconda delle zone di riferimento), ma per chi bazzicava Milano era un sogno. Non l’ho mai avuto perché costava quasi 5 milioni di lire e mio padre quando lo chiedevo sommessamente mi rideva in faccia. Una rapina. L’ho desiderato più di ogni ragazzina della scuola, o anche di tutte le ragazzine assieme.

 

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Eric Cantona. Ragazzi miei, tirate fuori tutti i Messi che volete ma vedere in diretta quest’uomo era una delle soddisfazioni più grandi possibili. Uno che se ogni partita non prendeva a calci qualcuno non usciva dal campo. Giocava spesso male. Lo amavano tutti.

 

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Mellon Collie & The Infinite Sadness. Per la musica ogni decennio ha la sua manciata di perle quindi è pleonastico. Però questo signore che si chiama Billy Corgan ha infilato in soli 6 mesi una cosa come 25 hit da cima della classifica nello stesso disco, roba che sarebbe riuscita difficile pure ai Beatles. Praticamente ha lo stesso peso artistico della Traviata.

 

Twin Peaks Final Episode 4

Twin Peaks. Un mio amico intelligente l’ha appena riguardato tutto. È invecchiato, certo, ma il concetto di paura oggi non è più lo stesso. Tutta la mia generazione se si guarda allo specchio, ogni tanto, vede Bob.