CARELESS MEMORIES - QUANDO RICORDARE È UN'ARTE

paola rinaldidi Paola Rinaldi

Saranno i colori dell’autunno o le prime giornate umide, sta di fatto che a me l’autunno sa di reminescenza. Come con le castagne, a volta capita di pungersi per liberarle dal riccio: ecco, lo stesso accade con i ricordi. Ma vale sempre la pena. O quasi. (E comunque si possono sempre comprare le caldarroste bell’e pronte!)

 

joshuaalloraeoggi

Mordechai Richler, JOSHUA IERI E OGGI, Adelphi, trad. G. Ferrara degli Uberti

Joshua Shapiro, sceneggiatore famoso e giornalista di successo, è in pieno stato confusionale: ricoverato all’ospedale dopo la sparizione della moglie e reduce da uno scandalo sessuale per cui la stampa lo assedia senza tregua, ora è perseguitato pure dai fantasmi della sua gioventù. Un padre pugile ma soprattutto mascalzone che vorrebbe iniziare il figlio alla professione (la seconda), una madre spogliarellista (dà il meglio di sé al Bar Mitzvà del povero Joshua!)…  Eppure Joshua ricorda di aver sconfitto gli esordi avversi nel ghetto di Montreal. O no? Cosa è vero e cosa è menzogna nella sua vita raccontata dagli altri? Nel turbinio vitale e comico che fonda la prosa del grande Richler, correremo dietro a Joshua nella sua movimentata ricerca di un filo conduttore. E, spompati, dovremo scegliere se respirare o morire… dal ridere. Copertina strepitosa!

 

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Clelia Marchi, IL TUO NOME SULLA NEVE – GNACA NA BUSÌA, Il Saggiatore

“Ho scritto il tuo nome sulla neve e in vento là cancellato. Ho scritto il tuo nome sul mio cuore e lì si è fermato”: come i ricordi dell’anziana Clelia si adagiano sul lenzuolo che la donna usa per annotarvi i pensieri, quando la carta finisce. Un solo amore, quello di Clelia, che le sfugge dalle mani dopo averlo incontrato a quattordici anni e sposato a diciotto. E allora perché non scrivere, per sentirsi sollevata e meno sola? Meglio ancora se su quei panni che non ospiteranno più corpi innamorati. Alle pieghe Clelia affida gli inverni in zoccoli e cappotto rammendato, la polenta portata unica, la vita da contadina, la paura della guerra; ma anche l’amore per i figli, alcuni morti presto, e per il marito. Una storia vera, straordinaria, in cui la scrittura si fa concreta come la vita dura di Clelia: la sincerità è la trama del cucito, il ricordo segno ruvido sulla stoffa. Il suo lenzuolo è conservato presso l’Archivio nazionale di Pieve Santo Stefano ad Arezzo.

 

acquadimare

Charles Simmons, ACQUA DI MARE, BUR, trad. M. Bocchiola

È il 1963 e il sedicenne Michael trascorre una vacanza con i genitori a Bone Point. «Nell’estate del 1963 io mi innamorai e mio padre morì annegato»: ecco qui tutto il romanzo, con un incipit che è un pugno nello stomaco, un salto che ci fa picchiare la testa contro il soffitto. Il ricordo di Michael è tutto concentrato sul  padre, compagno di nuotate e gite in barca, dei primi veri discorsi sulla vita in un’estate che cambierà definitivamente il bell’adolescente vigoroso. La complicità tra padre e figlio salta quando appare Zina, bellissima giovane fotografa russa. Per Michael è colpo di fulmine, e anche per Zina; ma  il fascino del padre di Michael inebria la ragazza, incrinando definitivamente l’idillio padre-figlio. Con agrodolce malinconia, Michael ricorda che «lacrime e acqua di mare hanno lo stesso sapore». Parole mai fuori posto, ritmo veloce, atmosfere dense di salsedine e leggerezza fanno guadagnare al racconto un’affezione che non si stempera con gli anni.