NESSUNO MI PUÒ GIUDICARE: Tre Libri Per Rifarsi la Coscienza

paola rinaldidi Paola Rinaldi

La verità ci fa male, si sa: però un po’ di sano sadomaso non lo si nega a nessuno, via! Scavalcare i pregiudizi, sospendere il giudizio sono esercizi che rinvigoriscono e il fitness center di Choozeit offre un programma non troppo dolce ma perfetto per affrontare il mefitico lunedì con spirito superallenato.

 

Jesús Carrasco, Intemperie, Salani, trad. A. C. Cappi

 intemperieDifficile scrivere di un romanzo in cui la parola (non detta nei dialoghi, usata molto bene nella narrazione) e lo stile danno un senso ad una vicenda in cui tutto è così ridotto ai minimi termini da assumere una dimensione mitica: i personaggi senza nome proprio, il vecchio che è un vecchio ma anche il portatore di valori che accoglie un giovane che è anche l’uomo che cresce, che sfida il suo destino. Il ragazzo, con capre, cane e asino, segue la stella polare, e una mattina,  al riparo in una casa abbandonata, sente l’agognato suono delle gocce sul tetto, la pioggia. Il ragazzo rimane sulla porta “guardando come Dio allenta per un po’ i dadi del suo tormento”. Sembra quasi una parabola, con un chiusa amara perché la vita non perdona, pur nel suo insondabile mistero. E un finale che non è altro che un tappa perché il viaggio conta più della meta.

 

Vanessa Roggeri, Il cuore selvatico del ginepro, Garzanti

 roggero gineproNella Sardegna di fine ‘800 nascere settima figlia è una sciagura perché sei una strega malvagia che tutti vogliono morta. Ianetta sopravvive ma sparisce tra i monti e torna per cibarsi di morti e neonati. La bontà della sorella Lucia è la sola forza che vuole contrastare la crudeltà di un microcosmo che bolla di stregoneria, in un mix di ignoranza e superstizione, la diversità, la bruttezza, la malattia mentale. La comunità di Baghintos, che preferisce trovare un capro espiatorio bell’e pronto piuttosto che affrontare ciò che accade con responsabilità e presa di posizione, non è acqua passata: questa storia parla del nostro quotidiano, lo fa con emozioni dure e profonde, ma dona anche speranza e salvezza, basta guardare il mondo con gli occhi aperti di Lucia.

 

 

Clara Usón, La figlia, Sellerio, trad. S. Sichel

La-figlia

Ana, promettente studentessa di medicina a Belgrado, con tanti amici e un padre che adora, si suicida a 23 anni nel 1994. Ana è la figlia del  Generale Ratko Mladić, il boia dei Balcani: non riesce a convivere con la scoperta dei crimini di suo papà. Per uccidersi usa la pistola che suo padre ricevette dall’Accademia di Belgrado, quella che avrebbe usato per festeggiare la nascita del suo primo nipotino, la vita. Mladić non riconosce l’atto d’accusa della figlia, il gesto di Ana rimane per lui un mistero; pochi mesi dopo, compie il massacro di Srebrenica. Il suicido di Ana è quello di una Europa che fatica a prendere coscienza di essere stata mera spettatrice di una guerra vera, nel XX secolo, proprio sul suo suolo civile, moderno e colto. Realtà e fantasia si fondono in una narrativa che sconvolge e travolge la coscienza: ma il Male, che passaporto ha?