Gli uomini cambiano oppure aveva ragione Mia Martini?

giulia cappellidi Giulia Cappelli

Una ragazza di 30 anni è diversa da una di 20. Non solo perché normalmente sui 30 comincia a considerare l’ipotesi di avere un marito, un figlio, un brillante o perlomeno un animale domestico ma perché, anche a quelle come me che fanno fatica a focalizzarsi sui prossimi cinque minuti, non interessano banalmente le stesse cose per cui si illuminavano 10 anni fa.
E’ lo stesso criterio per cui dal diario di “Mio Mini Pony” passi alla “Smemo” e arrivi alla Moleskine (la ragazza sulla trentina non è ancora pienamente digitalizzata).
Razionalmente bisognerebbe evolvere anche dal diario dei Power Rangers, ma allora perché tanti uomini non lo fanno?

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Ecco alcune delle frasi maschili tollerabili a 20 e incredibilmente tedianti a 30:

1. “E’ che non so quello che voglio dalla vita”: ah…ok…perché io ovviamente dopo anni passati a credere di voler diventare Brenda di “Beverly Hills” adesso sono illuminata come la pastorella di Fatima.

2. “Ho paura di stare da solo”: prova con un animale domestico, magari quando lo vai a prendere trovi anche quella giusta.

3. “E’ che ho paura”: Io invece sono chiaramente Ken Shiro… ma magari le Stelle di Hokuto non te le faccio vedere.

4. “Sfogarmi con te mi viene facile”: ma…di preciso…ti è sembrata una mia esigenza?

5. “Ti ho parlato della mia ex perché sono una persona sincera”: questo punto è il mio preferito perché mi capita di continuo quindi mi dilungo un attimo. Posto che uno che dice di essere sincero tendenzialmente è un imbecille (ma questa è una mia spassionata opinione), tu non sei una persona sincera, sei un paraculo. E se vuoi sesso senza impegno sei pure un po’ coglione. Per quale spirito di autodistruzione estrema una persona normodotata che non faccia parte dell’Opus Dei e si trastulli con il cilicio dovrebbe aver voglia di andare a letto con uno che gli ha appena parlato 6 ore di un’altra?

6. “Ho paura di farti soffrire”: sei un paraculo come sopra ma, soprattutto, hai un corpo da Brad Pitt, un cervello da Steve Jobs, una sensibilità da Nelson Mandela e un mondo di sotto da Rocco Siffredi? In quel caso si, anche senza conoscerti potremmo agevolmente dire a priori che ci farai soffrire.

7. “E’ che tu sei troppo”: e tu mi stai troppo sul cazzo…ma lo sai che se io disgraziatamente fossi innamorata di te questa sarebbe la ragione per cui dovrei pagare settimanalmente 80 euro di analista?

Insomma, sul fatto che gli uomini invecchino meglio ci sto ragionando (non ho ancora 30 anni quindi ho qualche anno di tempo), ma se è vero che l’insicurezza è donna, almeno il coraggio non dovrebbe essere uomo? E non iniziamo con la storia delle donne virago troppo forti che spaventano perché ultimamente è più inflazionata del fluo e degli occhiali a specchio.