ECCO PERCHÉ SONO DA EVITARE. NON LE VACANZE, MA GLI ITALIANI

di Redazione

Questo non è un post sul rientro dalle vacanze, ma sulle vacanze degli italiani.

Ecco perché vanno evitati. Non le vacanze, ma gli italiani in vacanza.

vacanze

1. Gli italiani in vacanza stanno sul cazzo fin dalla coda del check-in in aeroporto. Tutti. Incondizionatamente. Descrivono a tutta la fila, in maniera dettagliata, la destinazione verso cui sono diretti ad alta voce, neanche lavorassero a Expedia. Che poi, se siamo già così esperti, che ci andiamo a fare in Islanda?

2. Appena atterrati brandiscono lo smartphone e chiamano casa. Che cosa sarà mai successo di così straordinario, da raccontare immediatamente, dopo due ore di volo per la Grecia?
“Siii, grandissimo, bella!!! Siii, atterrato ora e operativo, guarda, un volo infernale ma tanto sono abituato, viaggio spesso” (I punti fragola non valgono per la tessera millemiglia).

3. Gli italiani aspettano le vacanze per vestirsi da deficienti, o da corleonesi nel Padrino II, come a carnevale. Il numero di cappelli di paglia venduti nell’estate 2013 ha superato quello dei gelati a Roma.

4. Parentesi: quanti servizi in TV avete visto quest’estate sul tema gelato? “i gelati ci faranno uscire dalla crisi” / “no allo stop del gelato dopo la mezzanotte” / “il Papa mangia il gelato ma se proprio deve dirla tutta la stracciatella non è il suo gusto preferito, ha sempre preferito il Puffo”.

5. Se esiste un posto da veri stronzi, turistico, non autentico, con le costruzioni sul mare che sembrano case popolari dell’era Breznev (a cubi insomma, come i lego), gli italiani li trovi lì. E non capisci come sia stato possibile ma lì ci sei anche tu. Maledetto Tripadvisor e i tuoi 5 pallini.

6. Gli italiani in vacanza, anche se hanno passato l’inverno a guardare serie americane in lingua (perché sono molto più belle e tanto si capisce tutto) comunicano in italiano. Singolare quando il cameriere non capisce e allora provano a parlare più lentamente, scandendo le sillabe, come se cambiasse qualcosa.

7. Capitolo souvenir. Meraviglioso. Se esiste una qualsiasi, e dico qualsiasi troiata che puoi trovare anche al Fiordaliso, loro la comprano lo stesso, come presente esotico per i famigliari a casa. Si torna dal Messico con la maglietta di Che Guevara (che poi la rivoluzione l’ha fatta a Cuba ma tanto chi se ne fotte…), da Rio de Janeiro con la maglietta di Ronaldo perché è storica, dalla California con il longboard, da Napoli con la cozza con dentro la faccia di Padre Pio (che stava in Puglia ma probabilmente tifava Napoli).

8. “Gli italiani in vacanza in Thailandia ci vanno per il mare splendido e il pesce alla griglia”.

9. Finisco al punto nove perché il 10 è sopravvalutato. Le ragazze di Milano, quelle del post precedente, quando sono a Formentera hanno uno sdoppiamento di personalità, come Tyler Durden, e da crisalide si trasformano non in farfalla ma in Sara Tommasi. Poi tornano a Milano e il processo genetico termina in Claudia Koll nell’era post Tinto Brass.

Perché è bello così, siamo belli così, viviamo in un paese dove i Premier fanno solo cene eleganti.