MASTERPIECES IN LAGUNA ASPETTANDO LA BIENNALE

bennidi Benedetta Bottarelli Bernasconi

“Si è sempre dato per scontato che Venezia è la città ideale per una luna di miele, ma è un grave errore. Vivere a Venezia, o semplicemente visitarla, significa innamorarsene e nel cuore non resta più posto per altro.” Peggy Guggenheim docet. E io confermo la tesi. Venezia, per quanti difetti possa avere, per quanto tutti dicano che non ci vivrebbero mai, è una città che è impossibile non amare. Le luci, l’acqua, le calli, i campi, i campielli, rendono questa città sospesa unica e ineguagliabile. Non ci si stanca mai di andare a Venezia. Gli appuntamenti imperdibili per art addicted? Rudolf Stingel dal magnate del lusso Pinault a Palazzo Grassi, la collezione di Peggy Guggenheim per riscoprire l’arte del ‘900, e i capolavori di vetro dei big dell’arte contemporanea alla Fondazione Cini.

 

stingelRudolf Stingel Untitled (After Sam), 2006 Oil on canvas 132 x 180 inches (335.3 x 457.2 cm) Photo by Tom Powel Imaging Courtesy of the artist

RUDOLF STINGEL

Ha ricoperto interamente il museo, pareti comprese, con un tappeto persiano. 7500 mq avvolti in un’unica trama rosso intenso. Lo scopo? Trasformare il museo da contenitore ad opera d’arte stessa. Rudolf Stingel, star dell’arte nostrana, è il primo artista a cui è stato dato l’intero spazio di Palazzo Grassi per una retrospettiva. Il tappeto è sempre stato al centro del suo lavoro, e in questo caso ha voluto riflettere sulla percezione sensoriale dello spazio, e sull’unione tra la Serenissima e l’Oriente. Lo spazio accogliente diventa un luogo dove meditare e cercare nel labirinto delle stanze le piccole tele monocrome sui toni del grigio, i ritratti delle statue seicentesche, e il meraviglioso ritratto dell’amico artista Franz West. Una visita è d’obbligo per ammirare come un museo può essere trasformato in una sorta di bazar rosso sangue. Per info: Palazzo Grassi

 

2008 Peggy Guggenheim Collection Venice Sala Calder © Collezione Peggy Guggenheim, Venezia. Sala con l’opera di Alexander Calder Arco di petali 1941 . Foto Andrea Sarti/CAST1466 © The Peggy Guggenheim Collection, Venice. Palazzo Venier dei Leoni, Calder’s room. Photo Andrea Sarti/CAST1466

PEGGY GUGGENHEIM

Lei è la signora delle avanguardie del ‘900. Collezionista, gallerista, amica, amante di grandi artisti, ha sentito per tutta la vita una responsabilità nei confronti dell’arte e dei suoi protagonisti. Mecenate per antonomasia, che appoggiava, incoraggiava, ed esponeva nelle sue gallerie giovani ancora sconosciuti. La sua stella? Jackson Pollock. Punta di diamante della sua scuderia, ha creduto in lui fin dall’inizio, quando nessuno lo faceva e lo considerava solo un ubriacone. Visse a Venezia per 30 anni a Palazzo Venier dei Leoni, dove trasferì e aprì al pubblico la sua collezione. Dopo la sua morte, il palazzo è stato trasformato in uno dei maggiori musei d’arte moderna al mondo. Un tour imperdibile tra capolavori del calibro di Kandinsky, Dalì, Calder, Pollock, Duchamp, Picasso, Brancusi, Marini…Non è abbastanza? A maggio, oltre alla collezione, si potrà ammirare anche una mostra dedicata a Robert Motherwell. Per info: Peggy Guggenheim collection

 

Mona-Hatoum02Mona Hatoum Drowning Sorrows (wine bottles), 2004 Collezione Pier Luigi e Natalina Remotti Courtesy Galleria Continua, San Gimignano / Beijing / Le Moulin Photo: Ela Bialkowska  

FRAGILE?

Così tanti tutti insieme è difficile vederli. Il best of dell’arte contemporanea è in mostra sull’Isola di San Giorgio Maggiore nell’ambito del progetto “Le stanze di Vetro”, curato dalla Fondazione Cini e Pentagram Stiftung. Dall’ampolla di vetro con l’aria di Parigi di Marcel Duchamp ai frammenti di vetro causati dal terremoto di Joseph Beuys, dai vetri delle automobili infranti nei video di Pipilotti Rist alla scultura di vetro con teschio di Damien Hirst. Il fil rouge della collettiva? Il vetro, ovviamente. Un insieme di capolavori che mostrano le infinite potenzialità e declinazioni di questa materia. Da vedere. Per info: Fondazione Cini