TRE LIBRI PER AUGURARVI BUONA PASQUA!

paola rinaldidi Paola Rinaldi

Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi”, recita il proverbio. E come non essere d’accordo? Anzi di più: Pasqua come vuoi, perché il bello dei romanzi è che ci si può reinventare tutto, senza offendere nessuno. Ecco tre modi non esattamente ortodossi (e il gioco di parole è sacrosanto… ops!) e molto umani di immaginare il protagonista principale di questa festa. Auguri!
avolteritorno
John Niven, A VOLTE RITORNO, Einaudi Stile Libero, trad. di Marco Rossari
Dopo una settimana di ferie (cinque secoli nostri), Dio scopre che sulla Terra è un disastro. Del comandamento “Fate i bravi” non c’è più traccia! Gesù, easy going, s’è perso a suonare con l’amico Jimi (Hendrix), tra un spinello e una bevuta . Dopo un esilarante brain storming con gli apostoli e una consultazione con il Diavolo (imperdibile la discesa al bar degli Inferi!), Dio decide di rispedire il suo recalcitrante figliolo sulla Terra. JC ( Jesus Christ) vive tra sballati e drop out e con la sua band riesce a partecipare ad una sorta di X Factor (suona da Dio, chiaro!), un bel palcoscenico per far arrivare a tutti il suo messaggio (okkio: quello vero!). Vicenda divertente, irriverente, ironica e un po’ pulp-trash, ma JC su consumismo, capitalismo e pregiudizi ha le idee chiare, non tanto diverso da quelle di duemila anni fa. Dovesse davvero tornare, sarebbe proprio così: Hippy Easter a tutti!
il-vangelo-secondo-BiffChristopher Moore, Il vangelo secondo Biff, LIT, trad. di Chiara Brovelli

Biff, amico d’infanzia di Joshua (Gesù in ebraico), ci racconta i primi trent’anni della vita di Gesù, quando lui e Joshua cercano di capire come si diventi un buon Messia, cosa chiara al Padre ma un po’ meno al Figlio. Vanno persino in Oriente a chiedere consiglio ai tre saggi che videro nascere Josh (un magio , un buddista, e un indù). Biff è sarcastico e pratico, oltre che un peccatore esemplare, e fedele amico di Josh (di cui vorrebbe farsi la madre… Ma son ragazzi!). La fine è nota, ma la mirabolante fantasia di Moore offre un romanzo di formazione avventuroso e spiritoso (e serio: cita Bulgakov e Lao Tzu e le Upanishad o il Bhagavad Gita, scusate se è poco!) che spiega un sacco di cose: le origini del judo, perché gli ebrei mangiano cibo cinese Natale, e cosa centrino i conigli con Pasqua (parola di Joshua! Eh sì, era un po’ ubriaco mentre raccontava, ma vogliamo dubitare?!)

 

iperborea
Göran Tunström, Lettera dal deserto, Iperborea, trad. Fulvio Ferrari

Ancora un Gesù che racconta quello che non dice la Bibbia, qui con frasi rotte e anacronismi voluti: nel ritiro nel deserto prima della sua predicazione, Gesù ripercorre in una lettera autobiografica la sua infanzia e giovinezza. La prima persona narrante sottolinea la chiave intimista ed essenzialmente umana del romanzo: l’adulto che scrive, con le sue doti di amore e compassione, è il risultato di una evoluzione interiore personale, che parte dall’empatia profonda del bambino; passa per l’amore per il mondo e l’umanità dell’adolescente e l’esperienza della guerriglia armata degli zeloti; e giunge alla coscienza della necessità della solitudine a cui è condannato chi ha spezzato il giogo dell’oppressione con la forza dell’amore. “Siamo noi stessi il regno che deve venire”, scrive Gesù, ed è pronto per la sua missione.