LONDON, THE SWINGING CITY

ricidi Claudia Ricifari

Vi dice niente questo titolo? Per quanto mi dolga doverlo ammettere, in realtà non è mio. Così titolava, infatti, il Time il 15 aprile 1966 per indicare quella che rappresentò una vera e propria rivoluzione. Nella musica, nel modo di vivere e, soprattutto, nella moda. Come avrete capito, oggi parleremo di Anni Sessanta, il periodo che più di tutti ha ribaltato le leggi dello stile. Sono gli anni in cui nascono gruppi che segnano un’epoca: Beatles, Rolling Stones, Who. Gli anni in cui una certa Mary Quant inventava la minigonna e una semplice parrucchiera di sedici anni, Twiggy, diventa un’icona mondiale.
L’anglomania invase tutto l’occidente ribaltando i canoni estetici dettati dalla Francia, con la sua moda su misura per le élite, e imponendo lo stile di strada, il ready to wear destinato a diventare l’attuale pret-à-porter che siamo abituati a veder sfilare nelle passerelle di tutto il mondo.
Ai gloriosi Anni Sessanta e alla Swinging London si ispirò Michelangelo Antonioni per quello che viene considerato uno dei capolavori del cinema, Blow up, le cui immagini di backstage provenienti dall’Archivio Michelangelo Antonioni e da quello di Tazio Secchiaroli, saranno esposte fino al 2 maggio nella mostra di arte contemporanea ONO a Bologna “BLOW UP: Antonioni e la fine della Swinging London”.
La stessa voglia di cambiamento che ha ispirato la Londra dell’epoca rivive ora sulle passerelle della primavera/estate 2013. Ecco, quindi, le tre proposte di oggi.

 

louis vuitton

LOUIS VUITTON

Per la primavera estate 2013 del marchio francese, Marc Jacobs ha attinto a piene mani dai Sixties. Nelle lunghezze, negli accessori, persino nelle pettinature. Le fantasie dominano l’intera collezione, soprattutto scacchi e righe. Gli shorts rappresentano spesso la nuova alternativa alla minigonna. Il gioco dei richiami, però, funziona. Anche nei colori. Grazie Marc!

fay

FAY

Il marchio del gruppo Tod’s fa centro con una collezione classica, dalle linee pulite, un po’ bon ton. Tra i pezzi tradizionali – come cappottini, giacche e pantaloni stile Capri – ci si imbatte anche in abitini più particolari, come quello che vedete nella foto. Gli elementi tipici degli Anni Sessanta ci sono tutti: linee svasate, lunghezze ridotte e colori sgargianti. Rivoluzionaria.

moschino

MOSCHINO

Da sempre Moschino ci ha abituati a collezioni supercolorate, fuori dagli schemi. E anche questa stagione non fa eccezione. Il direttore creativo Rossella Jardini punta tutto su geometrie, colori sgargianti, acconciature cotonate e accessori. Proprio questi ultimi due elementi sono da considerarsi imprescindibili se volete apparire come delle vere groupies.

Il tocco finale? Ripescate dal guardaroba i vecchi foulard di mamme e nonne e indossateli in testa. Sarà il vero tocco di classe, ma io non vi ho detto niente, eh!