L'ARTISTA SENZA DIO E ALTRI ILLUMINATI

bennidi Benedetta Bottarelli Bernasconi

“Mi chiamo Dan Flavin, ho 32 anni e sono sovrappeso e depravato, un bianco nell’Anno del Negro. Sono un gemello dizigotico, figlio di un ascetico ispettore scolastico cattolico irlandese vagamente maschio e di una stupida tiranna carnale discendente di reali tedeschi senza un filo di nobiltà”. Così si presentò sulla rivista Artforum nel 1965, Dan Flavin, il padre del minimalismo, che ha innalzato il neon al rango di materia nobile da scolpire. Rosso, giallo, blu, verde, bianco, sculture di tubi fluorescenti, condannati ad esaurirsi e ad essere sostituiti con nuovi modelli. Un’arte fatta di luce artificiale, che colora lo spazio per trasmettere emozioni forti come dolore, gioia, nostalgia. Osservare un neon diventa un’esperienza mistica. Lui di spiritualità, però, non voleva saperne. Burbero e miscredente convinto, a chi cercava un significato mistico alle sue installazioni rispondeva: “I miei tubi fluorescenti non si sono mai infiammati nella ricerca di un dio!”. In realtà, sono opere magiche. E la loro magia è proprio nella semplicità, nell’essere solo un tubo fluorescente. Come Duchamp, la grandezza di Flavin sta nel tirare fuori dalle cose più banali l’incanto dell’opera d’arte. E’ stato il maestro indiscusso delle sculture di luce artificiale, e molti artisti hanno seguito le sue orme. Artisti incredibili, che hanno trasformato la luce nella materia unica delle loro sculture. Una loro mostra va al di là dell’arte, è un’esperienza sensoriale totalizzante, che lascia senza parole anche i più scettici.

 

Light Show at Hayward Gallery, London.  Photo by Linda Nylind. 27/1/2013. Carlos Cruz-Diez Chromosaturation (1965-2013)©the artist/DACS Cruz-Diez Foundation Photo: Linda Nylind

LIGHT SHOW

Destinazione Londra, di nuovo. Un appuntamento imperdibile alla Hayward Gallery per conoscere i big dell’arte della luce. Più che una mostra è uno spettacolo di illusioni ottiche, che ingannano la nostra percezione tra led e luci stroboscopiche. Ogni opera coinvolge e sollecita una risposta a livello fisiologico. Dalle stanze di Doug Wheeler in cui i muri si dissolvono e i corpi diventano bidimensionali, ai miraggi colorati di James Turrell, passando per gli abissi di neon di Ivan Navarro. La luce influenza la psiche e le installazioni si trasformano in esperienze ipnotiche e coinvolgenti. Una mostra meravigliosa, sempre in bilico tra gioco, spettacolo e riflessione estetica, dove la vista diventa il meno affidabile dei sensi. Info: Hayward Gallery

 

downloaduntitled (to Jan and Ron Greenberg), 1972–73, Privatsammlung, New York, Foto: mumok, Wien, Florian Holzherr, Courtesy of David Zwirner, New York © 2012 Stephen Flavin / Pro Litteris, Zürich

DAN FLAVIN

Per lui l’arte era pensiero e luce. Ha fatto dei neon la sua cifra stilistica, creando sculture accecanti che chiamava icons. Se qualcuno gli chiedeva una spiegazione rispondeva scocciato che “è quello che è, e non è nient’altro” che un tubo fluorescente. Il Kunstmuseum di San Gallo lo celebra con un’ampia retrospettiva. Un tributo eccezionale al maestro minimalista, che ha risolto in modo originale il problema di tutta la storia dell’arte, la luce. Consiglio: se la Svizzera è troppo lontana, ma volete darmi ugualmente fiducia sulla grandezza del personaggio, andate alla Chiesa Santa Maria Annunciata in Chiesa Rossa a Milano e avrete una sorpresa luminosa. Info: Kunstmuseum St.Gallen

 

YAIH(III)-SKNY-Photograph05(col)Diep.tifYou and I, Horizontal (III), 2007, Foto Steven Harris

ANTHONY Mc CALL

Si può creare una scultura di luce solida? Si, e Anthony McCall, maestro delle sculture luminose, ve lo può dimostrare. La sua ricetta è molto semplice: un programma informatico d’animazione che proietta un raggio di luce, buio, e un po’ di nebbia. Si formano enormi coni di luce solida e densa, che cambiano forma, modificando e creando nuovi spazi. Varcare il muro di luce crea un effetto estraniante, la sensazione di superare il limite tra sogno e realtà. Il Kunstmuseum di San Gallo gli rende omaggio con un’ampia mostra. Assolutamente da non perdere per sentirsi per un giorno un supereroe che passa attraverso la luce, i muri e i confini dello spazio. Info: Kunstmuseum St.Gallen