IO NON PIANGO PER IL CALIFFO

di Redazione

Questa notizia è un casino. La morte di Franco Califano è una perdita colossale, per tutti. Purtroppo tanti di voi avranno in mente le grottesche ospitate televisive degli ultimi anni, col naso rifatto, gli occhialetti blu, e le sparate. Che quasi ci si stava dimenticando della qualità dell’artista. La cosa che più mi fa salire la febbre, negli orridi coccodrilli dei giornalisti (il cui buon 90% non sa un fico secco di musica) è che tutti poi lo conoscevano, gli volevano bene e lo stimavano: cazzate. Ogni volta che negli ultimi anni mi è capitato di tirarlo fuori ad una cena (sapete quando scatta il momento youtube e tutti vogliono far sentire la propria musica preferita…) sono stato trattato come un alieno, come se volessi vedere il film di Pierino. Perché? Perché è molto più facile essere fan di Conte e De André, o Jannacci. Il Califfo era un personaggio nato e cresciuto nel contraddittorio, un mito da non seguire, ma che in fondo gli si vuol bene tutti. Un poeta pazzesco, dannatamente bello e pieno di donne. Odio pure quelli che ci mettono del personale nelle recensioni, ma questa è troppo grossa e non posso lasciarla fuori.

Mio padre si trovava nelle Marche sul finire dei ’70, faceva il DJ e aveva aperto una radio libera a Porto Recanati (pensa tu). Il Califfo aveva una casa e qualche donna in zona, e così erano diventati amici. Dopo qualche tempo mio padre era tornato a Como, per motivi di lavoro, perdendo così i contatti. Una mattina suona il citofono. “Chi è?”. “Ciao Nick, so’ Franco, scenni!!”. Il Califfo aveva appena pubblicato Tutto il resto è noia, con primi i soldi si era regalato una Jaguar. Era salito al nord per qualche concerto ma non aveva scordato il suo amico Nick. Con quella macchina avrebbero poi trasgredito ogni possibile infrazione del codice della strada, entrando nelle mura storiche del pittoresco borgo lariano. Probabilmente per bersi un campari col bianco. Ora, so che vi piacerebbe avere qua sotto, comodo comodo, il video di Tutto il Resto è noia. Beh, non c’è. Questa è molto più bella, e adatta. Che ci crediate o no, è una disgrazia vera per la musica italiana, non solo la notizia strappa lacrime dei TG televisivi pasquali. Vogliategli bene almeno adesso, che negli ultimi anni non l’avete fatto. Date un bacio al Califfo. Forse, lui, avrebbe preferito toccarvi il culo.

 

 

In una meravigliosa intervista delle sue, il Califfo aveva dichiarato di voler questo epitaffio per la sua lapide: “Non escludo il ritorno”. Lo speriamo tutti tanto, davvero.