BARCELLONA: UNA MOSTRA PER IL DOPO SIESTA

fotodi Davide Tenconi

Barcellona vuole ricordare, a dieci anni dalla sua scomparsa, una  pietra miliare della letteratura del Novecento, Roberto Bolaño (autore di capolavori come 2666 e Notturno Cileno) con una mostra dal titolo “Mollate tutto di nuovo”, un verso scritto dal poeta di Santiago del Cile, prima di trasferirsi in Spagna. Un’autentica miniera di manoscritti (più di 200), appunti, taccuini, bozze, fotografie degli ultimi dieci anni del poeta passati in Catalunya. Prima a Barcellona, dove viveva la madre, poi a Girona e infine a Blanes. Migliaia di frammenti per avvicinarsi all’uomo Bolaño prima che al poeta. Foto che lo ritraggono nella lettura ma anche nella cucina. Pezzi di carta scritti in splendida calligrafia. Come i commenti del poeta dove aver strappato un ritaglio di giornale che così titolava “Sei bambini attraverso il deserto in cerca di amore e football”.

bolano

Il CCCB presenta la mostra in una buia sala al piano inferiore. Qualche gradino più su si tiene la settima edizione di Kosmopolis, la festa internazionale della letteratura amplificata (parola orale, parola scritta, parola elettronica). Se passeggiate per il Raval, quartiere in lenta risalita demografica e qualitativa, assaporerete il gusto della cultura che non primeggia generalmente in questo Barrio.

kosmopolis

Un Bolaño a nudo, si direbbe. Con i riccioli arruffati e gli occhiali tondi. Un sguardo sempre rivolto alla conoscenza, al sapere, al voler indagare. Dimenticatevi la sangria e le Ramblas, le tapas e il mare. Passate a leggere Roberto, c’è tempo fino a giugno.

 

DA VEDERE PERCHE’:

  1. La poesia è spesso identificata come un brutto ricordo delle medie. Un testo da imparare a memoria che non entra mai in testa. Bolaño, invece, è semplice e profondo.
  2. Scoprire la crescita culturale di un quartiere (Raval) troppo volte descritto come la peggior zona di degrado di Barcellona. Woody Allen in Vicky Cristina Barcelona ci faceva passare solo prostitute. E’ molto, molto di più.
  3. Un sabato pomeriggio, magari verso le 18:00. In Catalunya è l’ora del dopo-siesta. Fatevi un giro tra gli appunti e le penne della mostra. Verrà voglia di scrivere anche a voi. Chi non ha mai pensato “Adesso scrivo un libro”?!