PREFERISCO RESPIRARE PIUTTOSTO CHE LAVORARE

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di Benedetta Bottarelli Bernasconi

Diceva Marcel Duchamp. In caso il suo nome non vi dica niente, è l’artista che ha scandalizzato il mondo nel 1917 con la scultura Fontana, un orinatoio in porcellana comprato in un negozio di sanitari e firmato con lo pseudonimo di R.Mutt. Oggi è considerata una delle opere più influenti del ‘900. Con questo gesto, Duchamp ha cambiato il modo di guardare un’opera d’arte. Oggetti comuni e senza valore, i famosi ready-made,  potevano essere considerati sculture da esporre. Non importava più da chi fossero state fatte, o se fossero belle o brutte. Ma allora cosa importava? Solo l’idea e il contesto in cui l’opera era presentata. I ready-made di Duchamp hanno liberato gli artisti dalla tradizione, e permesso gli esperimenti più azzardati. Un esempio? L’arte concettuale, dove l’opera può anche non esserci più, conta solo il progetto. Le opere che vi fanno esclamare: “ma questa la chiami arte?”, spesso sono concettuali. Scritte al neon, parole stampate, disegni geometrici sui muri, pagine di dizionari fotocopiate, sedie vuote. Ora cercherò di spiegarvi con tre mostre meravigliose, perché mi permetto di considerarle dei capolavori.

 

2. Duchamp, Fountain, 1950 © Succession Marcel Duchamp, 2012, ADAGP_Paris, DACS_LondonMarcel Duchamp, Fountain, 1950 (replica of 1917 original), Philadelphia Museum of Art, 125th, Anniversary Acquisition. Gift (by exchange) ofMrs. Herbert Cameron Morris © Succession Marcel Duchamp, 2013, ADAGP/Paris, DACS/London

THE BRIDE AND THE BACHELORS – BARBICAN ART GALLERY

Credeva che per creare qualcosa di nuovo, non bisognasse far nulla. Ci ha spiegato che tutto può essere arte, e che non dobbiamo prenderla nemmeno troppo sul serio. Marcel Duchamp ha fatto della provocazione uno stile di vita. La Barbican Art Gallery di Londra gli dedica una mostra speciale, dove sono esposti i suoi lavori più famosi, e dove si analizza l’influenza che ha avuto su artisti del calibro di Johns, Rauschenberg, Cage e Cunningham. Consiglio: volate a Londra per conoscere un mito dell’arte che amava giocare a scacchi e considerava l’Erotismo un movimento alla stregua di Impressionismo e Surrealismo. Info: Barbican

 

SOL-17Courtesy Galleria Ugo Ferranti, Roma, Foto Mimmo Capone, Roma

SOL LEWITT A NAPOLI

Anti-star per eccellenza, timido, schivo, rifuggiva qualsiasi evento mondano, soprattutto le sue inaugurazioni. Sol Lewitt, icona dell’arte concettuale, dichiarava che il compito dell’artista era solo quello di formulare un progetto, mentre l’attuazione poteva essere delegata a chiunque. Linee, archi, piramidi, cubi, wall-drawings coloratissimi, eseguiti da una schiera di assistenti, hanno invaso i musei di tutto il mondo. Ma Lewitt cosa faceva? Esclusivamente il progetto, il resto per lui era solo un fatto meccanico. Il museo Madre di Napoli gli rende omaggio con una grande retrospettiva che ripercorre la sua carriera. Imperdibile. Info: Museo Madre

 

lawrence2Lawrence Weiner – Opere 1969-73 – veduta dell’allestimento della mostra presso Villa Panza

LAWRENCE WEINER A VILLA PANZA

Non pensate di vedere oggetti. Lawrence Weiner, pionere dell’arte concettuale e pornografo per diletto, vi descrive solo l’opera, ma lascia alla vostra fantasia la sua realizzazione. Attraverso scritte monocrome stampate, disegnate o a rilievo, descrive potenziali sculture senza mai realizzarle fisicamente, ma solo comunicandone il senso a caratteri cubitali. Villa Panza di Biumo celebra con una meravigliosa mostra il rapporto che si era creato tra Weiner e il collezionista Giuseppe Panza, il primo a comprare il copyright di queste opere effimere e a trascriverle sui muri. Consiglio: andate, perché la mostra è veloce, la collezione meravigliosa, e il ristorante eccezionale. Info: Villa Panza