TRE DISCHI PER LE FESTE DOPO LE ELEZIONI

donegana-150x150di Lorenzo Donegana

Appena girata la boa delle urne eccoci finalmente pronti a festeggiare di nuovo. Perché tutti abbiamo detto la nostra, onorato la democrazia e fatto sembrare che ci credessimo davvero…e alla fine tutto è rimasto come prima.
Abbiamo vinto tutti!!!
Chiamiamo allora gli amici, le famiglie e i compagni di partito/movimento/lista/astensione e celebriamo insieme ancora una volta gli slogan, le pose, le tradizioni e gli immortali cliché che ci hanno accompagnato fin qui: vada a sinistra chi preferisce le lasagne col sangiovese, a destra per il ristorante in centro e si metta un po’ dove vuole chi sceglie una tisana macrobiotica perché poi deve andare a nuotare.
Per ogni festa la sua musica e quindi questa selezione di album da ascoltare tra un brindisi e l’altro prima ricordarsi – se ci capita – di essere sul Titanic.

 

1. Materiale resistente

MODENA CITY RAMBLERS – MATERIALE RESISTENTE

Al Circolo della Cooperativa di Reggio Emilia porto loro perché dello stereotipo e del cliché ne hanno fatto un’arte e ci hanno costruito una carriera. Il trucco è non dire niente di nuovo e ripetere all’infinito slogan operai, contadini e partigiani stando bene attenti a non uscire una virgola da quello che il pubblico si aspetta. Il ritmo è irlandese (ovviamente) e loro sono i campioni del mondo della banalità che si sente raffinata e per affogare si spostano in prima classe.

 

2. Oasis

OASIS – (WHAT’S THE STORY) MORNING GLORY?

Al ristorante con un bel Sinatra non si sbaglia mai ma vanno bene anche la raccolta del Papete dell’anno scorso o il Buddha Bar perché tanto la musica è in sottofondo. Dico invece gli Oasis per la naturalezza e la bravura di restare impassibili, sorridenti e strafottenti in ogni occasione. Va tutto bene finché c’è da bere (e comunque non ce ne frega un cazzo perché noi siamo gli Oasis). Si salvano scaraventando donne e bambini fuori dalle scialuppe per far posto allo champagne.

 

3. Verdi

VERDI – REQUIEM

Per quelli che va bene tutto purché il volume sia abbastanza alto. Scelgo il Requiem perché tanto i testi e i contenuti appartengono alla vecchia politica e sono da rottamare. Il Dies Irae è perfetto e con l’IPod si può metterlo in loop per tutta la serata senza sentirsi di proporre delle alternative. Quando è il momento saltano tutti insieme giù dalla barca e si mettono a nuotare: se sono fortunati raggiungono gli Oasis che hanno bevuto lo champagne e gli fanno posto sulle scialuppe.