CANTAUTORI CHE FANNO PIANGERE

Oggi ho deciso che vi faccio piangere. Come lavandini. E’ una promessa.
Ci addentriamo nel profondo ventre del più attuale cantautoriale italiano di qualità; in questo post sono bandite le parole “indie”, “poeta” e i frasari colloquiali: “suona al Magnolia? Figo!”. Parliamo semplicemente di gente brava a scrivere le canzoni nell’unica tradizione che in Italia abbiamo mai saputo portare avanti, il cantautoriale, per l’appunto. Mi prendo la briga di segnalarli dopo aver ascoltato per giorni e approfonditamente un genere che assolutamente non è il mio. Sono tre proposte abbondantemente celebrate nei circuiti underground e completamente sconosciute al pubblico. A volte tuttavia l’anonimato è una cosa meravigliosa, io ad esempio non sono per nulla contento che Morgan abbia sdoganato al pubblico di X-Factor Piero Ciampi e che questo venga quindi citato oggi abitualmente, a sproposito, dai ragazzi dei licei che si definiscono “hipster” (orrore, lo so…) e che invece stanno solo vivendo la loro età, crescita, e deficienza. Pierino Ciampi era bello conoscerlo e amarlo in pochi. E’ come la trattoria dove si mangia bene, ti conoscono e non spendi un cazzo. Se deve diventare il Pomodorino possiamo anche farne a meno, no? Andiamo con ordine. Le proposte. Buon appetito.

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BRUNORI SAS

Al secolo Dario Brunori, nato nel meraviglioso 1977 (anno del punk, va sempre detto) a Cosenza. Laureato in Economia e Commercio ha iniziato a lavorare al cementificio di famiglia. Poi, se dio vuole, ha iniziato a fare il cantautore, e meno male perché davvero di gente come lui ce n’è poca in circolazione. Il brano che potete ascoltare cliccando qui sopra il “tasto nome bottone” è una prelibatezza. Si intitola Bruno mio dove sei” ed è il delicato omaggio al padre scomparso, raccontato però con le parole della madre vedova. Struggente. Bravo, bravo, bravo. Da ascoltare solo quando non avete nessuno intorno (se siete al lavoro) che poi scoppiate in un pianto a dirotto e non è colpa mia, sia chiaro. ITunes

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COLAPESCE

Questo ragazzo invece si chiama Lorenzo Urciullo, è siciliano e il 27 gennaio 2012 ha debuttato con il suo primo disco solista: “Un meraviglioso declino”. Ha vinto la Targa Tenco come migliore opera prima. Triste, tristissimo, ma davvero meraviglioso. Che poi non è neanche così triste per i testi, son più le atmosfere laconiche della musica che la fanno da padrona. Non tocca così dritto e secco come Brunori, è un percorso più lungo, una strada più difficile. Un fan su Youtube l’ha archiviato così: “Colapesce, è per pochi”. Ma buoni, aggiungo.  Ah! Il 30 gennaio 2013 suona al Magnolia! (E mi becco la penale da solo). iTunes

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JANG SENATO

Si sono sciolti ed è un peccato ma il disco lo trovate ancora. Cantori dal profondo entroterra della bassa Romagna, quando salendo gli Appennini sta già per diventare Toscana. Dolcissimi e (quasi) mai retorici. Anche loro hanno vinto un bel premio, quello intitolato a Fabrizio De André, nel 2007. Nel 2008 hanno suonato al Primo Maggio, poi han fatto il disco e… eh… e niente. Peccato, o per fortuna, almeno non c’è gente con la loro maglietta in spiaggia a Gallipoli ad agosto. Il brano che ho scelto per voi è il mio preferito, si chiama “Respirare”. Da ascoltare a voce bassa, col vino rosso… iTunes